Recensione: “Danzando sui vetri rotti” di Ka Hancock

Ho vinto questo libro attraverso un giveaway della gentilissima Anncleire (visitate il suo blog!) e devo dire che sono davvero felice di averlo potuto leggere perché si tratta di uno dei libri più belli letti finora. 

imageCollana: Narrativa

Traduttore: Marina Timperi

Serie: Leggere Editore

Pagine: 448

Anno: 2012

ISBN: 9788865081983

Prezzo consigliato: € 11,90

Sinossi: 

Lucy Houston e Mickey Chandler non sembrano destinati a una vita felice: lui è affetto da disturbo bipolare e la famiglia di lei ha accumulato una lunga serie di casi di cancro. Nonostante siano entrambi segnati da un destino che non lascia ben sperare, quando le loro strade si incontrano, la notte del ventunesimo compleanno di Lucy, è subito amore.Cauti a ogni passo, Lucy e Mickey sono determinati a portare avanti la loro relazione, consapevoli di non essere in grado di donare un futuro felice a un possibile figlio. Lui le promette onestà. Lei gli promette pazienza. Entrambi si promettono di rinunciare a essere genitori. Nonostante la decisione dolorosa e difficile di non avere bambini, tutto cambia improvvisamente il giorno del loro undicesimo anniversario di matrimonio, dopo un controllo di routine di Lucy. Ha inizio così una storia unica, in cui nessuna regola conta più e la parola amore assume nuove declinazioni e profonde sfumature.

Prologo

Ho incontrato la Morte a una festa. Era il dodicesimo compleanno di mia sorella Priscilla e io avevo cinque anni. Non era particolarmente spaventosa, la Morte, ma sul suo conto dovevo ancora scoprire tutto, perciò vederla non mi suscitò nessuna impressione negativa. Finché non compresi che era venuta per mio padre.

Si apre così uno dei romanzi più toccanti dell’ultimo decennio. Una storia dolce e commuovente di due persone imperfette, come sono Lucy e Mickey. Da una parte una storia di cancro femminile molto lunga, che finisce per colpire inesorabilmente anche la più piccola di casa Houston, Lucy, dopo averle portato via la nonna, la zia e la madre. D’altra una malattia mentale difficile da gestire, il disturbo bipolare, che si manifesta in Mickey sia dalla tenera età di 12 anni e di cui si deve occupare da solo (avendo perso la madre proprio a quell’età e con un padre con cui ha avuto più di uno screzio). Nonostante la differenza d’età, le resistenze di Mickey e della famiglia di Lucy e le mille difficoltà durante il percorso, tra i due nascerà una profonda storia d’amore. 

Quasi tutti i capitoli si aprono con le pagine del diario di Mickey, che racconta la sua dura esperienza con la malattia e l’alternarsi lento di picchi e periodi di calma, un continuo a cui sia lui che Lucy hanno ormai fatto l’abitudine dopo undici anni insieme. A seguire il resoconto di Lucy e del modo in cui vive in bilico tra la vita e la morte con la continua ansia che il suo male possa tornare. Il loro modo di sostenersi a vicenda, soprattutto nei periodi di calma, è invidiabile, si amano nonostante tutto sia contro di loro. E così quando Lucy scopre di essere incinta, nonostante abbiano deciso anni prima che non avrebbero mai avuto figli (per i mali che entrambi portano dentro di loro), non sorprende che la sua decisione sia di tenerlo. Il cancro, che si insinua nel suo corpo, però, li porterà presto a porsi domande sulla loro vita e persino sul loro amore. 

Il medico di Mickey mi guardò per qualche istante poi fece un profondo respiro. « Lucy, ogni matrimonio è una danza; a volte complicata, a volte deliziosa, il più delle volte senza eventi rilevanti. Ma con Mickey ci saranno momenti in cui la vostra danza sarà sui vetri rotti. Sarà dolorosa. O fuggirete da questo dolore o vi terrete ancora più stretti e danzerete su questi vetri fino a un punto meno accidentato. »

Non voglio svelare di più del romanzo, perché consiglio davvero di leggerlo. Si tratta di  uno dei pochi che è riuscito a commuovermi fino alle lacrime sin dalle ultime cento pagine. Un romanzo che lascia un sapore dolceamaro in bocca, con due protagonisti che, seppur con problemi “comuni”, rimangono a lungo nel cuore. Penso che rimarrà a lungo nella mia top ten dei romance più belli. 

Il re baciò l’esile bambina sul naso e disse: «Per questa principessa desidero che trovi la gioia nascosta in una vita imperfetta.»

«Lei è nata per questo, sire.»

Consigliato: a chi ama le romance, che non terminano necessariamente con un lieto fine. Se avete amato “One day” di David Nicholls amerete anche questo romanzo.

Voto: imageimageimageimageimage

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