Recensione: “Across The Universe”di Beth Revis

“Across The Universe” è il primo libro di una trilogia sci-fi scritta dall’americana Beth Revis. Gli altri due libri della trilogia, già pubblicati dall’autrice e disponibili per ora solo in inglese, sono “A Million Suns” (#2) e “Shades of Earth” (#3). Esiste inoltre un racconto che rappresenta un prologo alla trilogia che potete trovare gratuitamente online qui (ovviamente anche questo disponibile solo in inglese).

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Collana Freeway

Traduttore: Gloria Pastorino

Serie Freeway Fantasy

Pagine 420

Data di pubblicazione ottobre 2012

ISBN 978-88-566-2307-9

Prezzo consigliato € 17,00


Sinossi

Amy è una passeggera congelata in una bara di vetro a bordo della navicella spaziale Godspeed. Ha lasciato il suo ragazzo e gli amici sulla Terra ed è partita con i genitori, per risvegliarsi dopo trecento anni sul pianeta Centauri. Niente, però, va come previsto: qualcuno vuole ucciderla, così la risveglia dal suo sonno di ghiaccio, cinquant’anni prima del previsto.Amy si ritrova, quindi, a vivere secondo regole completamente mutate, su un’enorme nave in viaggio tra le stelle, in balia di sconosciuti tra cui si nasconde un assassino.L’unico che sembra aiutarla è Elder, il futuro capitano della Godspeed.Elder è potentemente attratto dalla singolare bellezza di Amy e cerca di proteggerla in ogni modo dal resto della comunità e dallo strapotere di Eldest, il capo in carica.Ma Amy può davvero fi darsi di lui? Quello che prova per lui la aiuterà a capire cosa sta succedendo davvero o rischia di metterla ancora più in pericolo?

Prologo 

– Lascia andare mamma per prima – disse papà. 

Mamma invece voleva mandare avanti me. Credo temesse che, non appena fossero stati ibernati, io me ne sarei andata, sarei tornata alla mia vita invece di farmi relegare in quella fredda cassa trasparente. Ma papà insistette. 

– Amy deve vedere com’è. Vai tu per prima e lascia che guardi. Poi andrà lei e io le starò accanto. Sarò io l’ultimo. –

Il succo del discorso comunque era che per venire ibernati bisognava essere nudi e nessuno dei due voleva farsi vedere nudo da me (non che io facessi i salti di gioia all’idea di vederli in tutta la loro gloria, che schifo!) ma, potendo scegliere, era meglio che andasse mamma per prima, dato che abbiamo le stesse parti del corpo eccetera eccetera. 

La mia recensione

Se già la copertina (che rimane invariata anche nella versione italiana) non mi avesse stregata, lo avrebbe fatto di certo la trama. Across The Universe entra di fatto nella mia top ten dei romanzi più interessanti letti da un po’ di tempo a questa parte. Non solo per la trama fantascientifica (che io apprezzo notevolmente), ma soprattutto per lo stile narrativo scelto dall’autrice. Questo continuo cambiare di prospettiva, di voce narrante, forse è la vera novità del romanzo. Infatti la storia viene raccontata dalle voci dirette dei due protagonisti, Amy e Elder, alternandoli continuamente per permettere al lettore di vedere e capire ogni singola reazione e pensiero dei giovani ragazzi. Diciamo che ho un gran debole nei confronti delle narrazioni multiple e dei cosiddetti romanzi corali, quindi non ho trovato molto difficile seguire il filo logico della narrazione e le vicende alternando di continuo luoghi, situazioni e personaggi. Passato questo “scoglio” voglio addentrarmi un po’ nella trama del romanzo.

— SPOILER ALERT —

La vicenda inizia con l’ibernazione della madre di Amy, offertasi volontaria per mostrare alla giovane il processo doloroso e traumatico che la aspetta. Entrambi i genitori sanno perfettamente che la giovane non vorrebbe partire con loro per questo progetto della BRF (la Borsa Risorse Finanziarie, “un’alleanza multinazionale con un solo scopo, il profitto”), perché lei ama la Terra e in particolare ama il suo ragazzo Jason, che non potrà partire con lei. Sarà suo padre, però, che le fornirà subito un’occasione per uscire fuori dal progetto e vivere la sua vita nella Terra con gli zii, infatti l’uomo le dice chiaramente che non si aspettava che lei sarebbe partita con loro e le dà il benestare per rimanere nella Terra, lasciando a lei l’ultima decisione, in quando ultima nel processo di ibernazione. La giovane sembra tentennare alla sua offerta, ma subito decide di rifiutarla per seguire gli amati genitori nella loro missione. Subito dopo, saltiamo al “presente” nella nave spaziale Godspeed, dove il giovane Elder, futuro leader della nave, studia per prendere il posto dell’anziano Eldest, attuale capo della nave. Eldest appare sin da subito come una figura schiva che nasconde parecchi segreti. Forse sembra troppo prevedibile un suo futuro coinvolgimento nelle vicende che seguiranno. Tornando alla nave, la Godspeed è una nave organizzata in tre grossi livelli: quello dei Custodi, dove vivono e hanno accesso solo Elder e Eldest, quello dei Naviganti, dove si trova il centro di ricerca e lavorano gli scienziati, e infine quello degli Alimentatori, dove si trova e vive di fatto tutto il resto della popolazione. Una società di fatto profondamente classista, con un centro di comando forte e indiscutibile come solo il leader Eldest sa essere. Una piccola distopia dentro un romanzo sci-fi, dove tutto viene controllato nei minimi dettagli da Eldest, persino le nascite e la morte dei singoli individui che abitano la Godspeed. L’unico periodo in cui, infatti, è permesso (e di fatto viene incitata la procreazione) è la Stagione, che si svolge poco prima del cambio di potere tra un Eldest e un Elder, così infatti si chiamano le cariche di leader e vice-leader della nave. Sarà proprio sulla Godspeed che la giovane Amy si risveglierà, inavvertitamente o quasi, molto prima del loro arrivo nella nuova Terra-Centauri. 

Che dire? Tra colpi di scena più o meno prevedibili (che Orion, il misterioso archivista che sembravano poter incontrare solo Elder e Amy, fosse l’Elder creduto erroneamente morto non ne avevo dubbi sin dall’inizio), misteriosi omicidi (prevedibili, ma interessanti dal punto di vista della trama), rivelazioni sorprendenti (la vera storia dell’Epidemia, in primis, ma anche il finale) e personaggi secondari a cui si ci affeziona subito (Harley <3) “Across the universe” rimane di fatto un libro ben scritto e con personaggi ben caratterizzati (sebbene ho letto che molti si siano lamentati del fatto che i personaggi principali fossero poco delineati – si tratta pur sempre di adolescenti che stanno crescendo, non di adulti, suvvia!), con punti di vista sempre diversi e interessanti e una confessione finale che mi ha lasciato davvero a bocca aperta. Non vedo di leggere gli altri libri della serie, sperando che possano arrivare anche qui in Italia molto presto. 

Consigliato: a chi ama il genere sci-fi, ma anche a chi ama i romanzi distopici.


Voto: imageimageimageimage

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