Recensione: “Viral Nation” di Shaunta Grimes

“Viral Nation” è stata una scoperta, non solo perché appena iscritta a NetGalley sono rimasta attratta dalla sua copertina, ma anche per la trama distopica post-apocalittica. Si tratta del romanzo d’esordio di Shaunta Grimes uscito da pochissimo nelle librerie americane e che dà il via ad una serie omonima (il secondo volume dovrebbe uscire l’estate prossima).

Ringrazio ancora NetGalley e la casa editrice Berkley Trade per avermi concesso di leggere l’ARC di questo bellissimo libro in cambio della mia onesta opinione.

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  • Paperback: 320 pages
  • Publisher: Berkley Trade (July 2, 2013)
  • Language: English
  • ISBN-10: 0425265137
  • ISBN-13: 978-0425265130
Sinossi: After a virus claimed nearly the entire global population, the world changed. The United States splintered into fifty walled cities where the surviving citizens clustered to start over. The Company, which ended the plague by bringing a life-saving vaccine back from the future, controls everything. They ration the scant food and supplies through a lottery system, mandate daily doses of virus suppressant, and even monitor future timelines to stop crimes before they can be committed.

Brilliant but autistic, sixteen-year-old Clover Donovan has always dreamed of studying at the Waverly-Stead Academy. Her brother and caretaker, West, has done everything in his power to make her dream a reality. But Clover’s refusal to part with her beloved service dog denies her entry into the school. Instead, she is drafted into the Time Mariners, a team of Company operatives who travel through time to gather news about the future.

When one of Clover’s missions reveals that West’s life is in danger, the Donovans are shattered. To change West’s fate, they’ll have to take on the mysterious Company. But as its secrets are revealed, they realize that the Company’s rule may not be as benevolent as it seems. In saving her brother, Clover will face a more powerful force than she ever imagined… and will team up with a band of fellow misfits and outsiders to incite a revolution that will change their destinies forever

[Dopo che un virus ha decimato quasi l’intera popolazione globale, il mondo è cambiato. Gli Stati Uniti d’America si sono divisi in cinquanta città murate (una sorta di città stato) dove i cittadini sopravvissuti si raccolgono per ricominciare. La Compagnia, che ha bloccato la piaga portando un vaccino salva vita dritto dal futuro, controlla tutto. Razionano i pochi viveri e provviste attraverso una lotteria, distribuiscono le dosi giornaliere dell’inibitore del virus, e addirittura monitorano le future linee temporali per fermare i crimini prima ancora che essi siano stati commessi.

La brillante ma autistica, sedicenne Clover Donovan ha sempre sognato di studiare all’Accademia di Waverly-Stead. Suo fratello e tutore, West, ha fatto tutto ciò che è in suo potere per far sì che il suo sogno diventi realtà. Ma il rifiuto di Clover di dividersi dal suo amato cane di servizio, le nega l’accesso nella scuola. Al suo posto, viene arruolata nei “Time Mariners”, un team di lavoratori della Compagnia che viaggia attraverso il tempo per raccogliere le notizie sul futuro.

Quando una delle missioni di Clover porta alla luce che la vita di West è in pericolo, i Donovan sono a pezzi. Per cambiare il destino di West, dovranno affrontare la misteriosa Compagnia. Ma quando il segreto sarà rivelato, realizzeranno che il controllo della Compagnia potrebbe non essere così benevolo come sembra. Nella sua missione di salvataggio del fratello, Clover dovrà affrontare una forza più potente che lei possa immaginare e dovrà far squadra con una compagnia di disadattati e outsiders per provocare una rivoluzione che cambierà i loro destini per sempre.]

Recensione

Il prologo ci porta subito nell’atmosfera cupa di quelli che vengono definiti i “Bad Times” quando la popolazione viene decimata da un virus mortale che non lascia scampo a nessuno. Come tante altre, la famiglia Donovan si è trasferita nelle montagne, certa che lì il virus non sarebbe mai arrivato. Tuttavia la nascita prematura di Clover, la piccola di casa Donovan, unita all’arrivo del virus nell’ospedale in cui si trova con la madre Jane, cambia di fatto il destino di questa famiglia che si trova a lottare contro un male più forte di loro.

Jane è la prima ad ammalarsi, seguita da West, il figlio più grande della coppia, e non ci vorrà molto perché il virus decimi tutti i Donovan. Ma nell’ora più buia, quando tutte le speranze sembrano ormai scomparse, arriverà la dottoressa Hamilton con la miracolosa cura, anche se non ci sarà più niente da fare per Jane.

La morte di Jane causa di fatto un vuoto all’interno di ognuno dei membri della famiglia, se quello che sembra aver reagito meglio alla perdita è il figlio più grande West, gli altri ne rimangono certamente devastati: James, il padre, con il suo senso di colpa per aver causato (secondo lui) la morte della moglie e la sua voglia di unirsi alla Compagnia, allontanandosi irrimediabilmente dai suoi figli; Clover con il suo autismo.

E’ la prima volta che leggo un romanzo con protagonista una ragazza che soffre d’autismo e sono felice di averlo scelto, perché mi ha aiutato a comprendere questo disturbo e a sfatare certi miti che sono legati a questa patologia. Shaunta Grimes, infatti, è riuscita a tratteggiare perfettamente le mille sfumature di questa patologia rendendo Clover non solo un personaggio plausibile ma anche una persona reale con una fortissima personalità. E’ intelligente, ama leggere e correre e il suo luogo preferito è la biblioteca della città. L’autismo non è un limite per lei, perchè sa gestirlo grazie all’aiuto del suo cane di servizio Mango, un bulldog addestrato per aiutarla durante gli attacchi, e del fratello West che negli anni ha dedicato tutte le sue energie nell’aiutare la sorella, ricoprendo il ruolo del padre. West è certamente il fratello che tutti vorrebbero avere: protettivo, amorevole, ma soprattutto sempre impegnato ad appoggiare la sorella in qualsiasi cosa lei decida di fare, nonostante i suoi stessi sogni. E non sono rimasta sorpresa dal fatto che il loro rapporto sia al centro della trama (e delle loro stesse vite) e che nel momento in cui uno dei due è in pericolo, l’altro non può che correre a salvarlo.

Tornando alla trama, dopo il primo capitolo vi è un balzo temporale di sedici anni. Scopriamo che i “Bad Times” sono ormai lontani e che per sopravvivere è necessaria un’iniezione di inibitore ogni giorno e che tutto è ora controllato dalla Compagnia (la società che gli “inventori” dell’inibitore hanno fondato): dalle razioni di cibo e di suppellettili varie (estratte a sorte con una lotteria) alla luce elettrica (che non tutti possono permettersi per l’intera giornata). Persino i crimini vengono controllati grazie ad una prevenzione che ricorda molto quella del film Minority Report: dal futuro attraverso un portale arrivano le informazioni sui crimini e la Compagnia si occupa di arrestare e uccidere i colpevoli prima ancora che possano compiere qualsiasi cosa. E’ un mondo “utopico” in cui tutto è ordinato e al suo posto, non esiste più la paura del Virus e dei crimini, ma, come si suol dire, non è tutto oro quel che luccica.

Sebbene narrato in terza persona, “Viral Nation” ha come punto di forza l’essere incentrato sui personaggi, le loro relazioni (presenti o future) e i loro sentimenti. Ogni personaggio è ben descritto, e non mi riferisco unicamente a quelli che potrebbero essere considerati i veri protagonisti della vicenda (Clover, West, Jude e Bridget), ma anche tutti quei personaggi “secondari” come la banda dei ragazzi del Dinosauro, Waverly, Leanne e James. E come non amare le coppie che si formano nel corso del romanzo?

L’ambientazione è la classica distopia in cui tutto viene controllato dal governo/società, le città murate comunicano con qualche difficoltà tra di loro e si può dire che non sappiamo niente di ciò che avviene fuori dall’America (aspetto che spero verrà approfondito nei prossimi libri della serie). Per quanto riguarda i viaggi nel tempo, altro tema centrale, ho trovato geniale l’idea del portale, della casualità, ma anche del ristretto tempo tra il presente e il futuro visitato e della possibilità continua di causare loop temporali. E’ una tematica difficile da trattare e impelagarsi in complicati concetti poteva precludere dalla lettura scorrevole del romanzo. Invece “Viral Nation” rimane un ottimo romanzo d’esordio, ben scritto e con i giusti requisiti per diventare una serie di successo.

Non vedo davvero l’ora di leggere il seguito!

Consigliato: agli amanti del genere distopico e post-apocalittico e anche a chi si sta per avvicinare al genere.

Voto: 4 Gocce su 5 (da non perdere!)

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