Recensione: “Ritratto di donna in cremisi” di Simona Ahrnstedt

Forse non tutti quelli che mi seguono (ma chi ti segue? n.d.r.) conoscono la mia insana passione per i romanzi storici, probabilmente qualcuno l’avrà intuito grazie alla mia campagna pro-JaneAusten, ma non ne avevo mai recensito uno finora. Quindi eccomi qui oggi a presentarvi un libro che rappresenta un po’ il tipico romanzo estivo, quelli che leggi in poco tempo e con una trama non troppo complicata.

Data Pubblicazione: 2011

pp. 448

Prezzo: € 19,90 (libro) – € 6,99 (ebook)

ISBN: 978882005099

Sinossi:

Stoccolma, 1880. È una sera di dicembre e la città è come incantata sotto una coltre di neve .Nel foyer luccicante del Teatro dell’Opera, gremito di dame in abiti eleganti e gentiluomini dell’alta società, un uomo e una donna si incontrano. Lei è Beatrice Löwenström, dai meravigliosi capelli rosso fuoco e il viso spruzzato di lentiggini, una ragazza volitiva e ribelle che mal sopporta le rigide convenzioni borghesi degli zii con cui vive. Lui è Seth Hammerstaal, lo scapolo più discusso della città, con un debole per le belle donne e per le regole da infrangere. Un incontro fuggevole, eppure destinato a cambiare per sempre due vite. Perché quella sera nasce la più travolgente passione che la fredda Stoccolma abbia conosciuto: da allora le strade di Seth e Beatrice si incrociano più volte. Seth è incantato dall’intelligenza di Beatrice, una donna che non assomiglia a nessun’altra, e Beatrice spaventata e insieme sedotta da quest’uomo affascinante e inaffidabile, che non ha mai vissuto secondo gli schemi. Lungo le vie scivolose per la brina, dinanzi alla baia ghiacciata scintillante di luci, tra convegni notturni e passeggiate in carrozza, si consuma così un amore segreto, e per questo ancor più bruciante. Ma su Beatrice sono già stati fatti progetti e conclusi accordi che non includono né la libertà, né la felicità e tantomeno Seth…

Recensione

“Ritratto di donna in cremisi” mi ha colpito prima per la sua magnifica copertina (se vedete anche le originali sono altrettanto belle), poi per il suo titolo (mi faccio influenzare molto anche da quello) e infine per la sua trama. Non essendo una vera e propria esperta in letteratura svedese, sono rimasta colpita sin dal primo momento dall’ambientazione del romanzo. Ero curiosa di conoscere di più di una paese così lontano dal mio, e la Svezia rappresenta sicuramente una bella scelta.

Ambientato sul finire dell’Ottocento in un’Europa che ancora era all’alba dei grandi conflitti che l’avrebbero sconvolta, questo libro ha soddisfatto solo in parte le mie alte aspettative storiche. Stoccolma è poco delineata, fa un po’ da sfondo alla grande vicenda, ossia l’amore tra la protagonista Beatrice e lo sfuggente Seth. Un sentimento che non sboccia fin da subito, ma che rimarrà vivo negli anni, dopo le numerose disavventure che i due amati si ritroveranno ad affrontare. Se Beatrice è la classica damigella da salvare, che segue solo la morale e i suoi alti sentimenti, Seth è il misterioso cavaliere nero con una bassa reputazione e una passione per le belle donne e le grandi sfide. Così non sembra strano che si innamori di quella donna con dei meravigliosi capelli rossi e dal futuro già stabilito.

Inutile dire che ho amato la parte che riguardava banchetti, danze, feste e bellissimi vestiti con meravigliosi corsetti. Avrei solo preferito che la parte storica riguardasse anche gli avvenimenti che circondano i protagonisti (e che riguardano di più il paese) e anche ovviamente una migliore descrizione della città, di cui vengono delineati solo il teatro e le residenze dei nobili.

Persino i protagonisti vengono a volte oscurati dai personaggi secondari, come Vivienne e Jacques, che a volte rappresentano la fonte di novità e “movimento” dell’intera storia. Le storie d’amore, gli intrecci e persino le sventure non mancano in questo romanzo che da solo ripercorre metà dei topos del genere. Per non parlare dei battibecchi infuocati tra i due protagonisti che più di una volta si fraintendono a vicenda in un gioco che ricorda molto Orgoglio e Pregiudizio. Infatti il romanzo inizia proprio così con la citazione del più famoso romanzo di Jane Austen.

“È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.

Dopo le mille peripezie, gli zii doppiogiochisti, le proposte di matrimonio mancate, anni passati senza vedersi, un giro intorno all’Europa per finire a Parigi, riusciranno i nostri amati a ricongiungersi di nuovo e vivere la loro storia d’amore? Non vi resta che leggere il libro di Simona Ahrnstedt per scoprirlo.

 Ritratto di donna in cremisi

Consigliato: agli amanti del genere storico romance, a chi ha amato Jane Austen e vuole leggere un’altra storia "travagliata” come quella di Orgoglio e Pregiudizio.

Voto: 

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