From Page To Screen #1: “Delirium” Pilot

Avevo pensato a questa rubrica da tempo sia perché adoro il cinema, ed anche le serie tv, sia perché in questo ultimo periodo sono sempre di più le trasposizioni dei romanzi che ho amato e letto. I nostri personaggi preferiti di carta si confrontano sempre più spesso con gli attori di Hollywood in una gara a chi somiglia di più a ciò che ci eravamo immaginati leggendo le pagine dei libri. Ci sono vittorie e sconfitte, ma molto spesso è più una questione di gusti.
“From Page To Screen” nasce da questa mia voglia di condividere pensieri e idee – da non esperta del settore – su serie tv/film attuali e non. Non sarà una rubrica con cadenza settimanale o mensile, probabilmente non sono in grado di farne una così ben scandita, ma credo proprio che la vedrete spesso nel mio blog. Sarà soprattutto l’occasione di parlare di molti libri che ho letto prima di iniziare questa mia esperienza del blog e che non ho mai recensito veramente. Parlerò insomma di tutto: libro, serie, cast, scene, musica, fotografia e perché no, anche di approfondimenti, curiosità o di eventuali recensioni degli episodi che escono. Spero vi piaccia e, come al solito, aspetto i vostri commenti!




Inizio con quella che potrei definire come falsa partenza. D’altronde “Delirium”, pilot/episodio unico tratto dalla serie omonima di Lauren Oliver, lo è. La FOX, casa produttrice, ma anche canale che lo aveva ordinato, ha deciso di passare avanti sul progetto e così la serie tv non è mai realmente partita rimanendo solamente un episodio, ora disponibile grazie al sito Hulu.com che l’ha messo online per un mese. Voci di corridoio dicono che l’idea di Delirium non sia piaciuta per via del target televisivo a cui si rivolgeva – non adatto alla FOX -, ma, dopo averlo visto, direi che la colpa è soprattutto del pilot.

La trama di base è la stessa della serie della Oliver. Riassumendo molto: siamo in un mondo diverso, ma molto simile al nostro, in cui l’amore viene visto come una malattia e, per questo, esiste anche una cura. La protagonista Lena Haloway alle soglie del suo intervento finisce però con l’innamorarsi.

Ho letto “Delirium” in corrispondenza con la sua uscita qui in Italia nel 2011 e, non avendo ripreso la serie negli ultimi anni, ammetto di aver dimenticato numerosi particolari del romanzo e della trama. Per rimediare ho riletto su internet la trama completa ed è facile accorgersi di come il pilot non rispecchi perfettamente la storia di Lena.

Nonostante abbia l’ambizione di coprire in appena 43 minuti tutto l’arco narrativo del primo libro (e anche eventi del secondo), ho avuto l’impressione di vedere due pilot in uno: da una parte estremamente lento e noioso (certe parti avrei voluto saltarle a piè pari), dall’altra troppo veloce. Il lavoro di taglia e cuci per far rientrare tutto in poco più di una mezz’ora ha distrutto la storia di Lena. Credo che alla fine neanche i produttori se la siano sentiti di far uscire un primo episodio del genere, perché la giusta scansione (anche pensata per non far sembrare tutto troppo affrettato o buttato alle ortiche) era di almeno una stagione a libro. Considerando altri esempi più famosi come TVD e GOT balza all’occhio come pur cambiando (soprattutto per la prima) alcuni eventi della trama sia rispettato in qualche modo il rapporto tra stagione e libro della serie. Quindi mi sento di dire che cambiamenti (il padre, really?!) e lunghezza non siano stati per niente azzeccati, se consideriamo questo un prodotto finito. Ovviamente essendo un pilot, credo che sia incompleto e probabilmente neanche scandito come lo sarebbe stato nel caso fosse stata una serie. Il dubbio resta, ma in effetti se avessi visto questo in tv avrei cambiato canale dopo i primi dieci minuti.

Inoltre sono rimasta parecchio delusa dalla scelta di seguire più POV nello stesso momento. “Delirium” era caratterizzato dalla visione di Lena del mondo e delle cose, seguivamo la sua storia e i suoi sentimenti, mentre tutto il resto rimaneva sullo sfondo. Nel pilot viene rovesciato e ogni personaggio principale si ritrova ad avere alcuni minuti di girato in cui ci mostra la sua vita. Per chi, come me, ha letto solo il primo libro (ed immagino anche per chi non ha letto completamente nulla) è molto confusionario. Da una certa prospettiva mi ha incuriosita, lo ammetto, però sono convinta che seguire Lena e introdurre piano piano gli altri personaggi sarebbe stato meglio. Anche perché sono solamente dei flash e per la maggior parte del tempo seguiamo i protagonisti principali.


Sono onesta, come avevo già scritto sulla pagina FB, Emma Roberts, qui Lena, non mi convince per niente. Credo sia tutta una sensazione mia personale, ma l’ho trovata poco adatta al ruolo di Lena. Non è tanto il suo aspetto fisico, che tutto sommato potrebbe anche andare bene, ma la recitazione. Ci sono le attrici che proprio non piacciono ed Emma purtroppo non mi ha convinta.

Anche Daren Kagasoff, aka Alex, non mi ha convinta. Ecco, forse come coppia entrambi non funzionavano abbastanza bene insieme. La chimica a volte deve essere immediata e qui per me mancava. Erano carini, adorabili, ma tutto il trasporto emotivo di un libro come questo, che parla di amore, un amore oppresso dalla società, mancava.

Hana, Jeanine Mason, è la classica sostituzione da serie tv: era bionda diventa mora. Ho letto numerosi commenti sul suo personaggio, in realtà nel pilot la vediamo tutto sommato poco e non mi è sembrata così diversa dal personaggio che ricordavo nel libro (escluso sempre l’aspetto fisico).

E poi c’è Julian Fineman, personaggio che appare in Pandemonium (secondo libro della serie) e che viene “anticipato” qui nel pilot. Non conoscendo di fatto il personaggio, non posso commentare l’interpretazione di Gregg Sulkin, quindi aspetto i vostri commenti.

Per quanto riguarda gli adulti incontriamo numerosi personaggi, dal capo della DFA, al sindaco, fino alla sorella di Lena. A differenza di quanto era accaduto nel libro li vediamo molto sullo schermo. Devo dire che non mi sono dispiaciuti per la loro interpretazione, ma essendo la parte centrale legata ai ragazzi passano in secondo piano.

Piccola nota: mancano alcuni personaggi, come la zia e lo zio di Lena, ma anche le cugine Jenny e Grace. Minori o no, mi sarebbe piaciuto molto vederli (soprattutto gli zii).

Concludendo la sensazione generale è che qualche recasting sarebbe stato perfetto, soprattutto per quanto riguarda i personaggi principali.


L’ambientazione, nonostante sia abbastanza spoglia, mi è piaciuta. Ha reso il mondo di Lena credibile e quasi reale. Avrei voluto vederne ancora di più e magari scoprire maggiormente quei dettagli secondari che sfuggono alla descrizione del libro. Anche qui ho notato piccoli errori: le macchine non dovevano essere ormai inutilizzate?

BTW, i costumi seguono un po’ questa scia della credibilità. Il vestito bianco per la valutazione mi ha fatto storcere il naso, ma nella maggior parte dei casi non ho trovato molto da ridire.

La fotografia purtroppo non è stata curata come in altre produzioni, però ci sono scene molto d’effetto per via dei loro contrasti di colore: come ad esempio quella della vista sull’oceano. I colori prevalenti sono scuri con qualche tocco di luminosità. Sicuramente meno d’effetto di altre serie tv.

Infine la musica, qui non proprio centrale, accompagna lo spettatore ma non si fa notare, un po’ come in molte serie tv. In scene in cui si parla di musica sarebbe stato più consono inserirla, ma in effetti nel mondo di Lena le canzoni sono per lo più proibite e forse la scelta del regista si deve a questo.


“Do I dare disturb the universe?” (cit. di T.S. Eliot) è il filo rosso che lega tutta la storia e l’esperienza di Lena in questo pilot. Francamente non ricordo se questa citazione fosse presente nel libro (qualcuno che se lo ricorda o la trova?), ma ne ricordo tantissime altre molto più belle riguardo l’amore e l’amare. Mi è piaciuta l’idea di mantenere questo lato di Lena, d’altronde di citazioni ce ne sono molte nel romanzo, ma avrei pure voluto vederne di più nel pilot.

La funzione di questa frase non rende pienamente quella del libro, che era piuttosto “AMORE”, quell’amore scritto a caratteri maiuscoli proprio dalla madre di Lena.

Sono combattuta, perché da una parte la trovo interessante come scelta, dall’altra avrei preferito l’originale o addirittura qualche poesia d’amore di quelle proibite.

Credo che la mia curiosità su questo pilot si sia concentrata più sull’opinione della Oliver. Quindi ecco una traduzione di ciò che ha detto a riguardo (l’intervista completa la trovate qui).

“Loro (= Emma Roberts and Daren Kagasoff) sono entrambi attori talentuosi, e sono molto grata per la loro passione. Ho pensato che Emma abbia fatto un ottimo lavoro nel mostrare la forza di Lena, nonostante tutti i muri e le anzietà che la sua società le ha imposto. Daren è stato così affascinante, e romantico, e vero. Oh, e sono tutti e due super hot!” […] “Il mio set preferito è stato quello in cui Lena e Alex giocavano insieme nell’oceano. Quelle sono le mie parti preferite nel libro, ed è anche una ambientazione molto romantica, quasi un cliche di una relazione romantica. Ma nello sfondo potete vedere il gigante muro che staglia all’orizzonte. Mi è sembrata come la perfetta metafora dell’intera storia. Volevo vedere di più della casa dei Fineman. Mi chiedo quali altri segreti siano nascosti lì dentro!” […] “Credo che i produttori, lo sceneggiatore e il regista abbiano introdotto gli elementi da Pandemonium e Requiem in un modo molto intelligente. Uno dei vantaggi di una serie televisiva è avere lo spazio di esplorare il mondo fuori dalla storia. Inoltre, non avrei voluto aspettare troppo a lungo per vedere Julian, o Tack, o Ren (Raven) – sono alcuni dei miei personaggi preferiti.” […] “Penso che la parte più difficile (come autrice) sia stata solamente l’attesa, e il preoccuparsi su ciò che i fans avrebbero pensato. So che ci sono stati numerosi cambiamenti alla fonte originale, ma ero elettrizzata dal modo in cui i fan avrebbero accolto questa trasposizione del mio lavoro. La parte migliore è stata la sensazione della community, vederlo insieme a tutti gli altri che condividevano le loro esperienze online.” […] Rispondendo ad una domanda sul futuro della serie: “Non ne ho idea! Sono solo l’umile scrittrice e onestamente non capisco le complessità di Hollywood. Sono semplicemente felice di vedere i fans coinvolti in questa esperienza e emozionati per il pilot.” […] “Decisamente lo vedrò di nuovo. Sto pianificando di obbligare tutti i miei amici a vederlo con me per i prossimi 24 giorni.”


Mi sento un po’ come Hana in questo frame. Questo pilot ha tantissimi difetti, soprattutto legati alle modifiche che sono state fatte rispetto al libro. Forse se non avessi letto il libro o avessi gradito il cast la mia opinione sarebbe diversa, ma in generale l’ho trovato noioso e poco attrattivo. Decisamente non consigliato, ma essendo tutto sommato breve, forse sarebbe il caso di dargli una possibilità, tanto per poter poi dire di averlo visto. Se fosse stato un libro avrebbe preso due gocce (mi sento particolarmente buona), mentre il libro, beh, quello rimane saldamente nella sua posizione da quattro gocce.

E voi che ne pensate? Lo vedrete? Lo avete già visto? Aspetto i vostri commenti!

Tutte le gif del pilot sono state prese da internet, i credits vanno ai loro rispettivi creatori (http://hi-iam-a-wallflower.tumblr.com/ & WIGS).

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