From Page To Screen #2: “Outlander” 1×01 Sassenach

“From Page To Screen” nasce dalla mia voglia di condividere pensieri e idee – da non esperta del settore – su serie tv/film.

Benvenuti al secondo appuntamento con questa mia piccola rubrica sulle trasposizioni cinematografiche e televisive dei romanzi che tutti noi abbiamo amato leggere. Se nel primo post della rubrica avevo parlato di un completo flop (che si può descrivere solo dicendo: “Delirium” cosa?!), oggi parlo di una serie tv che secondo me ha saputo portare esattamente sullo schermo le atmosfere e i personaggi del libro.



Il trailer di “Outlander” (ed in particolare questo qui sopra, che è un trailer ulteriore di presentazione) mi è balzato agli occhi sin dalla prima volta in cui l’ho visto. Solitamente sono molto curiosa sui futuri progetti dei canali tv americani e questa novità di Starz mi ha letteralmente stregata.
“La straniera” (in originale “Outlander”) di Diana Gabaldon giaceva nella mia lista dei libri da leggere da secoli: mi aveva convinta nella trama, ma avevo bisogno di quel qualcosa in più per leggerlo e questo trailer è stato la ciliegina sulla torta. Dopo aver divorato il libro a luglio, aspettavo solamente l’uscita della serie, anche se con molta tensione. Sì, perché nonostante sono sempre psicologicamente preparata ad essere delusa dalle trasposizioni, per questa serie la delusione sarebbe stata enorme: in fondo il solo trailer mi aveva spinta a leggere il libro! Fortunatamente non è successo niente di tutto questo e ormai sono una #OutlanderAddicted.

A differenza di “Delirium” il rapporto stagione/libro viene perfettamente rispettato. D’altronde sarebbe stato difficile comprimere la storia in un solo episodio e una stagione di 16 episodi (tanti ne sono stati ordinati) è abbastanza lunga per permettere tutta la narrazione della trama del primo libro (che è abbastanza corposo).

In particolare ho apprezzato molto il pilot perché mischia quella giusta quantità di informazioni a quel tocco di mistero, che ti fa rimanere incollata allo schermo aspettando il prossimo episodio.


Trama: Siamo nel 1945, la guerra è da poco finita e l’infermiera Claire si riunisce finalmente col marito Frank dopo cinque anni di guerra. Per ritrovarsi, dopo tanto tempo lontani, scelgono di fare una nuova luna di miele in Scozia, dove un misterioso cerchio di pietre cambierà per sempre la vita di Claire trasportandola nel 1743 in piena guerra civile.

Gli eventi narrati nel pilot sono molto fedeli a quelli del libro. Mi aspettavo di vedere molte scene in meno e, invece, anche se alcune sono state modificate (soprattutto negli episodi successivi), il risultato è sempre vicino alla riproduzione esatta degli eventi del libro. In realtà credo che tutto questo sia dovuto anche al fatto che la scrittrice stessa è una consulente della serie e più volte si è recata in Scozia sul set o ha aiutato nella redazione della sceneggiatura. Apprezzo molto questa scelta da parte della produzione perché ha sicuramente migliorato di molto la qualità di ciò che ora vediamo.

Le mie scene preferite? Claire che contempla il vaso nel negozio, lei alla finestra durante il temporale osservata da uno sconosciuto (questa ammetto che la aspettavo da quando ho finito il romanzo), la lettura del tè e le donne che danzano nel cerchio. Ma devo dire che non ho trovato una scena fuori posto o che non mi piacesse (nonostante ci siano state reazioni furiose dei fan del libro sulla scena del castello – che la stessa Gabaldon ha messo a tacere). Tutto è esattamente bilanciato e nonostante l’azione si concentri a metà/fine episodio, i piccoli indizi, i dettagli e i flashback non lasciano annoiare lo spettatore.


Adoro questo cast, davvero credo che il mio sia stato amore a prima vista. Mi piacciono tutti gli attori e devo dire che ce ne sono tantissimi altri non inclusi in questa foto che meritano ugualmente una menzione, in particolare: Mrs. Fitz (Annette Badland) che ricordo dai tempi in cui faceva l’alieno in Doctor Who; la “dolce” Laoghaire, interpretata da Nell Hudson.

Come nel libro, anche nella serie la narratrice degli eventi è Claire, che ci accompagna con riflessioni fatte dalla sua voce fuori campo. Devo dire di essere rimasta parecchio sorpresa quando ho scoperto che l’attrice della nostra protagonista, Caitriona Balfe, era al suo primo ruolo importante. Piccola ammissione: io non amavo tantissimo la Claire dei romanzi. Credo fosse tutta colpa del suo modo di agire, a volte per me troppo bambinesco (o comunque troppo da ragazza rispetto alla sua età). Era convincente e forte solo nei momenti più difficili e devo dire che Caitriona (e con lei gli sceneggiatori!) è riuscita a rendere al meglio Claire, esaltando in particolar modo il suo bagaglio di esperienze (bellissimo il flash di lei durante la guerra e le altre sequenze che la riguardano negli episodi successivi). Non a caso i critici il mese scorso hanno definito questa serie molto femminista, letteralmente la “risposta femminile a Game of Thrones”, invitando anche gli uomini a vederla. Questa definizione mi ha fatto sorridere un po’, però il tocco femminile si fa sentire.

I protagonisti maschili rispecchiano anche loro le mie aspettative. Tobias Menzies è un perfetto Frank, ma anche uno spietato Jonathan. Fa sempre uno strano effetto vedere lo stesso attore svolgere due ruoli opposti, ma tanto di capello per averli resi entrambi distinti e con sfumature completamente diverse. Anzi devo dire sono molto curiosa di vedere nei prossimi episodi di più il personaggio di Jonathan.

E Sam Heughan/Jamie non è stato da meno. Con i suoi sguardi “alla Jamie” e tutto il lavoro che ha fatto per entrare nei panni del ribelle scozzese ha saputo ingraziarsi anche il favore delle fans più scettiche e della scrittrice. Vedrete anche dai trivia quanto è simpatico (ormai sono fan anche degli attori!): lui e Caitriona poi sono troppo divertenti insieme.

La chimica tra i tre protagonisti principali è papabile allo spettatore e questo è sicuramente un punto in più nel rating finale. A quanto hanno detto attori e produttori, sono stati fatti parecchi test di chimica tra gli attori. Non ho idea di cosa abbiano dovuto fare, ma devo dire che hanno trovato le tre persone perfette per portare in scena i personaggi del libro.


Tecnicamente la qualità di questa serie è ottima, nulla da ridire sulle scelte prese dal regista. In particolare ho apprezzato la musica, ed in particolare quella dei titoli di apertura, che poi ho scoperto essere un riadattamento di un poem di Stevenson su una canzone tradizionale scozzese di quel periodo. Sentendo già solo questo breve minuto credo che si entri in sintonia perfetta con l’anima scozzese.

Per i costumi rimando anche ai trivia più sotto con alcune curiosità. In generale da appassionata di vintage ho adorato ogni outfit di Claire (in particolare il vestito bianco), ma volendo spaziare si nota la cura dei dettagli nel riprodurre perfettamente l’abbigliamento del 1700 e di metà 1900. Tra l’altro nella puntata successiva l’abbigliamento della Scozia di Jamie sarà ancora più centrale con la “vestizione” di Claire.

Se non fosse già chiaro dai video e dalle gif che ho già messo, la fotografia in questa serie è eccezionale. Interessante anche l’uso di colori predominanti: ho notato che in molte scene ambientate nel “presente” di Claire (o anche nei momenti in cui si trova meno a suo agio) i colori siano per lo più scuri o grigi, mentre in quelle del “passato” troviamo molto verde e quando è felice colori molto chiari. Non so se sia una scelta voluta o meno, ma rivedendo alcune scene ho avuto l’impressione che ci sia un collegamento.

Da sfondo alle vicende e ai drammi che vive Claire c’è la bellissima Scozia. Se non ci siete andati, andateci, è una terra meravigliosa. Tutta la sua bellezza ci ritorna attraverso i tanti paesaggi che vediamo nell’episodio e in quelli successivi.

Le location scelte sono quelle delle Highlands, ma non mancano riprese nelle città maggiori. Nel sito VisitScotland.com trovate anche una piccola mappa interattiva dei luoghi con altre curiosità su cosa è stato filmato in ogni posto.

Piccola menzione alla lingua (da brava studentessa di lingue): l’idea di portare tutto quel gaelico sullo schermo funziona e l’accento scozzese è una nota di colore a cui non avrei saputo rinunciare. Ovviamente la mia reazione al gaelico è stata un po’ come quella di Claire più avanti:

Scegliere la citazione giusta per l’episodio è stato difficile. Quindi ne prenderò due, una che apre anche il libro (e che credo tutti coloro che l’hanno letto hanno amato) e l’altra che racchiude in una riflessione all’apparenza sciocca l’esperienza di Claire.

La prima direttamente dal prologo del libro, ma che trovate anche nel trailer qui sopra e nella serie tv:

People disappear all the time. Young girls run away from home. Children stray from their parents and are never seen again. Housewives take the grocery money and a taxi to the train station. Most are found eventually. Disappearances, after all, have explanations. Usually.

 

 

I can still recall every detail of the day when I saw the life I wanted sitting in a window. Sometimes I wonder what would’ve happened if I’d bought that vase and made a home for it. Would that have changed things? Would I have been happy? Who can say?
I do know this.

Even now, after all the pain and death and heartbreak that followed, I still would make the same choice.

Adoro questa citazione, riprendendo un po’ il discorso dei “se” di qualche post fa quando avevo scelto la citazione del giveaway, rievoca milioni di situazioni in cui più o meno tutti ci siamo trovati seduti ad osservare l’attimo preciso in cui la nostra vita cambiava, ma senza reagire. E ripensando al vaso, Claire capisce che nonostante tutto le scelte che ha fatto erano quelle giuste.

Ho trovato un po’ di notizie/curiosità sulla serie ed i suoi protagonisti:



A fine episodio avevo l’espressione di Cait!
Il voto è sicuramente di cinque gocce, un episodio perfetto per una serie che promette grandi cose. Come avrete intuito sono già andata avanti e posso dirvi che ne vale la pena. Bella, bella, bella. Vederla sullo schermo è stato emozionante e al tempo stesso ha rafforzato il mio amore per il libro. Tutti i dettagli, le sfumature che nel libro mi avevano poco convinta, qui sembrano essere migliorate. Dal resto della serie mi aspetto anche qualche miglioria: la parte finale del libro non mi aveva entusiasmata (invece è stato il motivo di delusione e delle quattro stelle che poi si è ritrovato il libro), quindi sono curiosa delle soluzioni che troveranno nella serie. Insomma, promossa a pieni voti e consigliata a tutti gli amanti delle historical romance per adulti.

E voi che ne pensate? Lo vedrete? Lo avete già visto? Aspetto i vostri commenti!

Tutte le gif sono state prese da internet, i credits vanno ai loro rispettivi creatori (credits to: Outlander-starz; Buzzfeed; Almostsleepy; Andforgotten).

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