Review: “Verso l’infinito” by Jane Hawking


Con l’arrivo al cinema della sua trasposizione, “La teoria del tutto”, ho deciso di dare una possibilità al libro per altre due ragioni: non ho mai letto una memoria (le biografie, invece, le ho sempre divorate); mi ha sempre incuriosito la figura di Stephen Hawking, soprattutto perché sono appassionata di astronomia, ma anche per la forza che dimostra nel combattere una malattia incurabile.



Original title: “Travelling to Infinity: The True Story Behind The Theory of Everything”
“Verso l’infinito”
Author: Jane Hawking
Language: Italian, English
Genre: Memoir, Biography, Non Fiction
2015 Book Challenge: A memoir

È il 1962 e Jane e Stephen frequentano l’università inglese di Cambridge. Lei è una ragazza vivace che palpita per i versi dei poeti spagnoli, lui un promettente studente di cosmologia, sempre perso nei suoi pensieri, alla ricerca di una spiegazione semplice e unica dell’universo. Eccentrico e bizzarro, così lo definisce Jane quando lo conosce. E le piace molto. Le loro vite scorrono separate, fino a che qualcosa non le avvicina indissolubilmente. Stephen ha solo ventun anni, l’età in cui l’immortalità è ancora l’unica ipotesi contemplata, quando riceve una diagnosi sconvolgente: una malattia degenerativa che gli lascia solo due anni di vita. È allora, con il destino alle calcagna, che i due si innamorano perdutamente e decidono di sposarsi. Con Jane al fianco, Stephen combatte instancabilmente contro la malattia e intanto si butta a capofitto a studiare ciò che a lui più manca: il tempo. Grazie all’amore e alla caparbietà, i due giovani strappano giorni all’eternità, uno dopo l’altro. Mentre il corpo di Stephen è imprigionato in limiti sempre più stringenti, la sua mente continua a espandersi, fino a forzare le frontiere della fisica. Insieme, si spingono più lontano di quanto avrebbero mai potuto immaginare. Forse, la formula che tiene insieme l’universo ha un solo elemento comune: l’amore.

Avevo appena conosciuto Stephen e malgrado la sua eccentricità mi piaceva. Sembravamo entrambi timidi in presenza degli altri, ma avevamo fiducia in noi stessi. Era impensabile che qualcuno con solo due anni più di me dovesse affrontare la prospettiva della propria morte. La mortalità era un concetto che non giocava alcun ruolo nella nostra esistenza. Eravamo ancora abbastanza giovani da essere immortali.

La lunga storia di Stephen e Jane inizia nel 1962 quando si incontrano per caso grazie ad alcuni amici in comune. Per certi versi si sono sempre conosciuti, pur non essendosi mai presentati, ma il destino per loro ha piani molto diversi da quelli che si potevano aspettare e li vedrà uniti nel bene e nel male per ben trenta anni. Per stare al fianco di Stephen, Jane dovrà combattere non solo contro le sue stesse paure e la possibilità di perdere il suo amore dopo solo due anni, ma anche contro altre forze più o meno invisibili. Incomberà su di loro la malattia del motoneurone, quella che per Jane è una terza compagna nel loro rapporto, ma anche la Fisica, “dea” non particolarmente cara ai familiari dei scienziati più famosi. E ci saranno anche il pregiudizio, le difficoltà economiche, la necessità di trovare una propria strada all’ombra di un grande uomo ed infine i problemi e le discussioni che porteranno al divorzio tra i due.

Uno degli aggettivi che meglio descrive per me questo romanzo è onesto. Le confessioni di Jane sono spesso dolorose nella loro sincerità e. a volte, risultano di non semplice lettura; così però come ho stentato a capirla quando più si lamentava per questa o quella difficoltà, al tempo stesso mi sono detta che non potevo permettermi di giudicarla. Nonostante in molti l’abbiano vista come schiava della stessa vita che si è scelta, qui Jane mostra tutte le sue capacità come donna, madre, moglie e studiosa. La ammiro molto per la forza che è riuscita a trovare nel mandare avanti un’intera famiglia, nonostante i problemi di salute che iniziavano a colpire Stephen o la voglia di portare avanti una carriera e terminare i suoi studi. E alla fine sono stata persino felice per lei per essere riuscita a stabilire un equilibrio tra ciò che voleva e i desideri di chi amava.
Stephen Hawking, invece, appare come il ‘classico’ genio dalla personalità schiva e dalla forte determinazione. La razionalità e le posizioni ferme su innumerevoli argomenti lo caratterizzano e insieme lo contrappongono a Jane. Il loro amore, però, nascerà da una grande comprensione per l’altro e il matrimonio li vedrà spesso uniti in cause comuni. Dicono che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna e, in effetti, molti dei traguardi, soprattutto dal punto di vista medico, che Hawking riesce a raggiungere sono dovuti anche al supporto e l’aiuto della moglie.
Ma nel lungo viaggio verso il baratro più oscuro della malattia la coppia è assistita da un gran numero di amici, studenti di Stephen e familiari. Dalla mitica signora Tatcher, vicina di casa e amica della famiglia, a Jonathan Jones, l’uomo che diventerà indispensabile in casa Hawking, tutti coloro che conoscono la verità sulle condizioni economiche e di salute della famiglia daranno una mano e permetteranno che il genio di Stephen possa essere apprezzato anche in luoghi molto lontani dall’Inghilterra.

Oltre alle descrizioni delle scoperte di Stephen, alle memorie dei viaggi e ai ritratti dei personaggi famosi della scienza e non solo, Jane racconta dei suoi studi e della sua grande passione per la letteratura spagnola, che in numerosi capitoli diventa la vera protagonista. Da appassionata mi sono piaciuti, anche se ammetto che spesso rompevano la narrazione, facendo perdere un po’ il filo del discorso.
Una cosa che mi ha fatto storcere il naso è sicuramente il numero di ripetizioni. Molto spesso l’autrice si arrovella su un concetto e continua a riproporlo di volta in volta. Certo, a volte può servire ripetere qualcosa e lo stile della Hawking non annoia mai, però qualcosa si poteva tagliare anche per rendere più scorrevole la sua memoria.
Devo dire che soprattutto all’inizio ero convinta che questo non fosse il libro che mi aspettavo, non so neanche spiegare cosa mi aspettassi – una favola moderna? lo specchio di una vita felice e facile nonostante una grave malattia debilitante? -, ma arrivata alla fine ho continuato a pensare, per giorni ormai, alle parole di Jane e di sicuro ho imparato e compreso molte cose grazie alla forza e alla tenacia degli Hawking.

Consiglio questo libro agli appassionati di biografie e a chi vuole sapere di più sulla vita privata di una delle personalità più conosciute del nostro tempo.

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