Review: “The Girl on the Train” by Paula Hawkins


Ultimamente mi piace variare un po’ le letture, così, complici le mail della Publisher Weekly, ho scelto di leggere un thriller direttamente dalla classifica dei libri più letti in America. La scelta del genere non era neanche casuale. Di recente ho visto il film “Gone Girl” (L’amore bugiardo), ispirato dall’omonimo libro, e mi andava di leggere un romanzo simile. In effetti, “The girl on the train” lo ricorda, ma sa anche allontanarsi da quel ‘modello’.

Lately I like to vary my readings, so, with the complicity of Publisher Weekly emails, I chose to read a thriller directly from bestsellers list in America. This choice was not even random. I recently saw “Gone Girl” movie, inspired from the homonymous book, and I wanted to read a similar novel. In fact, “The girl on the train” remembers it, but also knows to get away from that ‘model’.

Title: The Girl on the Train
Author: Paula Hawkins
Language: English, Italiano (dal 23 Giugno)
Genre: Adult, Thriller, Mistery.

A debut psychological thriller that will forever change the way you look at other people’s lives.

Rachel takes the same commuter train every morning. Every day she rattles down the track, flashes past a stretch of cozy suburban homes, and stops at the signal that allows her to daily watch the same couple breakfasting on their deck. She’s even started to feel like she knows them. “Jess and Jason,” she calls them. Their life—as she sees it—is perfect. Not unlike the life she recently lost.

And then she sees something shocking. It’s only a minute until the train moves on, but it’s enough. Now everything’s changed. Unable to keep it to herself, Rachel offers what she knows to the police, and becomes inextricably entwined in what happens next, as well as in the lives of everyone involved. Has she done more harm than good?

A compulsively readable, emotionally immersive, Hitchcockian thriller that draws comparisons to Gone Girl, The Silent Wife, or Before I Go to Sleep, this is an electrifying debut embraced by readers across markets and categories.”

In Italiano


Un debutto con un thriller psicologico che cambierà per sempre il modo in cui si guarda alla vita delle altre persone.
Rachel prende lo stesso treno di pendolari ogni mattina. Ogni giorno sferraglia lungo la pista, passa sfrecciando un tratto di accoglienti case di periferia, e si ferma al segnale che le permette di guardare tutti i giorni la stessa coppia fare colazione sulla loro terrazza. Ha persino iniziato a pensare di conoscerli. “Jess e Jason,” li chiama. La loro vita, come la vede lei, è perfetta. Non dissimile dalla vita che ha recentemente perso.

E poi vede qualcosa di sconvolgente. È solo un minuto prima che il treno passi, ma è abbastanza. Ora tutto è cambiato. Incapace di tenerlo per sè, Rachel offre quello che sa alla polizia, e diventa inestricabilmente intrecciata in ciò che succede dopo, così come nella vita di tutti i soggetti coinvolti. Ha fatto più male che bene?

Un thriller hitchcockiano compulsivamente leggibile, emotivamente coinvolgente, che richiama paragoni con “L’amore bugiardo”, “The Silent Wife”, o “Non ti addormentare”, questo è un debutto elettrizzante abbracciato dai lettori in tutti i mercati e generi.”

“Something bad happened.”

Rachel prende lo stesso treno ogni giorno, sa il suo percorso a memoria e sa che passerà sempre davanti alla casa di ‘Jess e Jason’, come li ha soprannominati. La loro vita, apparentemente perfetta, è la sua unica certezza. Sa che se il treno si fermerà, li potrà osservare felici, innamorati. Ma poi un giorno di luglio, accade qualcosa di sconvolgente e da allora tutto cambia. E se Rachel si fosse sbagliata e dietro quella apparente perfezione ci fosse in realtà più di una oscura verità?

In realtà la verità ha più facce ed è queste che ci mostra abilmente Paula Hawkins alternando le voci di tre donne, unite da una misteriosa scomparsa. Come un vero e proprio detective dobbiamo ricostruire l’intera vicenda ricorrendo alle memorie delle protagoniste in un gioco di incastri di voci, di passato e presente, che porta in uno sconvolgente finale.
Tutte e tre sono donne imperfette, ognuna ha compiuto errori più o meno gravi, e intorno a loro gira un universo maschile non meno colpevole. C’è Rachel, la protagonista – direi – assoluta del romanzo, la narratrice inaffidabile per eccellenza che con il suo problema di alcolismo e i vuoti di memoria ci mostra per prima il mistero di ciò che è successo. Poi c’è Megan, la Jess che Rachel crede di conoscere, a cui la vita matrimoniale sta stretta. E, infine, Anna, la nuova moglie perfetta dell’ex marito di Rachel, che ha rovinato la vita a quest’ultima.

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Ho avuto qualche problema ad entrare in contatto con tutte le protagoniste, in particolare con Rachel nella prima parte del romanzo. Penso che in parte siano fatte per essere odiate, però Rachel e il problema dell’alcolismo mi ha dato particolarmente fastidio. Alla fine ho trovato la soluzione interessante, ma all’inizio faticavo ad andare avanti per i suoi ragionamenti sull’alcol (probabilmente il fatto che non sia una grande bevitrice qui ha influito). Escludendo quindi la non empatia con i personaggi (che mi ha fatto quasi lasciare il libro a metà), li ho trovati tutti ben caratterizzati e dalla seconda parte del romanzo li ho apprezzati maggiormente.
L’ambientazione mi è piaciuta davvero molto, amo l’Inghilterra e ogni volta che leggevo una descrizione riuscivo ad immaginare perfettamente i luoghi in cui si spostavano. Sembrerà un commento strano, in un romanzo in cui l’ambientazione non è così importante, ma trovo sempre interessante un libro quando è in grado di trasmettere emozioni di questo tipo.
La trama è un vero e proprio crescendo, come dovrebbe essere in un buon thriller. Ho trovato la storia molto ben elaborata e anche abbastanza realistica, certo, un po’ più ‘creepy’ di quelle che purtroppo sentiamo tutti i giorni al telegiornale. La seconda parte del libro l’ho dovuta finire in un paio di ore per la curiosità. Avevo numerose ipotesi su come fosse il finale, ma ho clamorosamente sbagliato. La fine, infatti, sorprende moltissimo e per questo il romanzo è riuscito a convincermi davvero.

“The Girl on the Train” è un thriller psicologico che vi farà dubitare delle apparenze e vi porterà a domandarvi su quale siano i segreti che nascondono gli estranei.

Voto:

“Something bad happened.”

Rachel takes the same train every day, knows its route by heart and knows she will always pass in front of ‘Jess and Jason’s’ house, as she has nicknamed them. Their life, seemingly perfect, is her only certainty. She knows that if the train stops, she can observe them happily in love. But in July something shocking happens, and since then everything changes. And if Rachel was wrong and behind that apparent perfection there was actually more of a dark truth?

Actually the truth has many faces and these cleverly show us Paula Hawkins by alternating voices of three women, joined by a mysterious disappearance. As a real detective we have to rebuild the whole thing by resorting to the memories of the protagonists in a game of joints of voices, of past and present, which leads to a shocking end.
All three women are imperfect, each has made mistakes more or less serious, and around them turns a male universe no less guilty. There’s Rachel, the absolute protagonist – I would say – of this novel, the narrator unreliable for excellence that with her drinking addiction and memory lapses will first show us the mystery of what has happened. Then there’s Megan, the ‘Jess’ who Rachel thinks she knows, to whom married life is narrow. And finally, Anna, perfect new wife of the Rachel’s former husband, who has ruined the lives of the latter.

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I had some problems to get in touch with all the protagonists, especially with Rachel in the first part of the novel. I think that in part are made to be hated, but Rachel and her alcoholism has given me especially bothersome. I finally found the solution interesting, but at the beginning I struggled to move forward to her arguments on alcohol (probably the fact that I am not a big drinker here has affected). Thus excluding the non empathy with the characters (which made me almost leave the book in half), I found them all well characterized and the second part of the novel enjoyed me more.
I liked very much the setting, I love England and every time I read a description I could perfectly imagine the places in which they moved. It may seem a strange comment, in a novel in which the setting is not so important, but I always find it interesting when a book is able to convey emotions of this type.
The plot is a real crescendo, as it should be in a good thriller. I found the story very well developed, and also quite realistic, of course, a bit more creepy of those that unfortunately we hear every day on the news. I had to end up the second part of the book in a couple of hours. At the beginning I had several hypotheses about how was the end, but I blatantly wrong. The final part, in fact, surprised me very much and because of this the novel managed to convince me.

“The Girl on the Train” is a psychological thriller which will make you doubt of appearances and take you to wonder about what are the secrets that strangers hide.

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