Review: “Ignite Me” (Shatter Me #3) by Tahereh Mafi



Ho letto questo libro l’anno scorso, ma non avevo mai scritto la recensione. Credo fosse perché a caldo non ero rimasta molto colpita da questo terzo romanzo e dato che la serie mi era piaciuta parecchio, ero davvero indecisa su cosa pensare. Ora, a mente fresca, pensavo di scrivere una breve recensione di ciò che avevo pensato, inserendola insieme ad altre in una nuova “rubrica”, di cui penso parlerò più in là, ma alla fine mi sono fatta prendere la mano e ne è uscita fuori una recensione normale.
Cosa aggiungere? Questa serie è ormai finita, ma non è stata pubblicata per intero in Italia (trovate solo il primo volume tradotto come “Schegge di me” per Rizzoli). Ci sono petizioni online per la pubblicazione degli altri volumi e ancora nessuna notizia da parte della casa editrice. La trilogia (che comprende anche due novelle) merita davvero, se non fosse solo per lo stile di scrittura dell’autrice, quindi – se potete – leggetela in inglese e godetevela.

I have read this book last year, but I had never wrote the review. I think it was because at that time I was not very impressed by this third novel and, since I liked a lot the series, I was really undecided about what to think. Now, I thought I would write a short review of what I had thought, inserting this review with others in a new “meme”, of which I will speak further, but eventually I got caught out and this turned out to be a normal review.
What can I add? This series is now over, but it was not fully published in Italy (you can found only the first volume translated as “Scheggie di me” by Rizzoli). There are online petitions for the publication of the other volumes and still no news from the publisher. The trilogy (which also includes two short stories) is really worth, if it were only for the writing style of the author, and – if you can – read and enjoy it in English.

Title: Ignite Me
(Shatter Me #3)
Author: Tahereh Mafi
Language: English
Genre: YA, Dystopia, Romance.

“With Omega Point destroyed, Juliette doesn’t know if the rebels, her friends, or even Adam are alive. But that won’t keep her from trying to take down The Reestablishment once and for all. Now she must rely on Warner, the handsome commander of Sector 45. The one person she never thought she could trust. The same person who saved her life. He promises to help Juliette master her powers and save their dying world … but that’s not all he wants with her.”

In Italiano


“ Con Omega Point distrutto, Juliette non sa se i ribelli, i suoi amici o anche Adam sono vivi. Ma questo non le impedirà di tentare di abbattere il Reestablishment una volta e per tutte. Ora deve fare affidamento sul Warner, il bel comandante del Settore 45. L’unica persona su cui non ha mai pensato di potersi fidare. La stessa persona che le ha salvato la vita. Lui promette di aiutare Juliette a padroneggiare i suoi poteri e salvare il loro mondo morente… ma non è tutto quello che vuole da lei.”

SHATTER ME SERIES (& my reviews)



Tra poteri soprannaturali, ‘cattivi’ che forse non lo sono davvero e riflessioni che difficilmente dimenticheremo, Ignite Me porta a conclusione le avventure di Juliette e dei co-protagonisti Warner e Adam. Li avevamo lasciati nel precedente romanzo alla distruzione del rifugio di Omega Point e li ritroviamo subito dopo alle prese con le conseguenze e le morti, ma anche in cerca di una soluzione definitiva per sconfiggere il Reestablishment.

In questo clima confuso e non sapendo le sorti di molti dei suoi nuovi amici, Juliette si trova improvvisamente a dover confidare in Warner e inizia così a comprenderlo sempre di più, finendo un lungo percorso che era iniziato sin dal secondo volume della serie. Il loro rapporto si trasforma presto in amore, donando ai fans del #TeamWarner tanti – e attesi, lasciatemelo dire – bei momenti. Se avevate apprezzato tantissimo il 62° capitolo di Unravel Me, quindi, amerete anche questo romanzo.

“I like the way I feel about myself when I’m with him.“ I say quietly. "Warner thinks I’m strong and smart and capable and he actually values my opinion. He makes me feel like his equal–like I can accomplish just as much as he can, and more. And if I do something incredible, he’s not even surprised. He expects it. He doesn’t treat me like I’m some fragile little girl who needs to be protected all the time.”

Il triangolo amoroso rimane inizialmente senza una vera conclusione. Vediamo la protagonista indecisa ancora tra il ‘cattivo’ Warner e il ‘buon’ Adam, ma è presto chiara quale sia la scelta di Juliette. Non posso dire che mi aspettassi questo finale, però ci speravo davvero molto. Sin da Shatter Me – e ancor di più dopo Destroy Me – tifavo questa coppia per il modo in cui, secondo me, i due si completavano a vicenda. Certo, speravo anche che per vedere loro insieme non si sarebbe dovuto rovinare la caratterizzazione di uno dei due contendenti. [Spoiler] Insomma nonostante sia #TeamWarner, mi è dispiaciuto vedere Adam ridotto in quel modo: quasi una macchietta più che un personaggio vero e proprio. La Mafi mi ha accontentata con la mia coppia preferita, ma ha distrutto uno dei co-protagonisti, lasciandomi un po’ delusa. [/Spoiler]

“This isn’t about Adam or Warner,” I tell him, “This is about me and what I want. This is about me finally understanding where I want to be in ten years. Because I’m going to be alive, Kenji. I will be alive in ten years, and I’m going to be happy. I’m going to be strong. And I don’t need anyone to tell me that anymore. I am enough, and I always will be.”

Più in generale tutti i personaggi hanno seguito il loro percorso. Juliette, tra tutti, è stata quella che ha compiuto la strada più difficile. L’abbiamo vista indifesa, poi preda dei suoi stessi poteri, ed infine qui cresce, diventando padrona del suo stesso destino. Probabilmente è proprio questo suo cambiamento il vero fautore della scelta che compie tra le due persone che più la interessano. Come scrivo più avanti, sono rimasta delusa dalla fine di questo ultimo libro, ma di certo non si può dire che non ci sia stata una conclusione, soprattutto nel percorso di Juliette. Ogni personaggio ha il suo spazio e vediamo anche i timidi passi compiuti da Warner per farsi accettare dal gruppo di ribelli, oltre che l’incontenibile Kenji con battute e perle di saggezza.

La trama è come sempre avvincente, non ai livelli dei due libri precedenti, ma ci avviciniamo molto. La romance è ancora una volta al centro del romanzo, relegando il finale pieno di azione a pochissimi capitoli. Lo ammetto, ho trovato tutto un po’ troppo affrettato, tanto da chiedermi come fosse possibile risolvere qualsiasi problema in poco più di una cinquantina di pagine. La guerra finale, quella decisiva, inizia e si conclude così velocemente che sarebbe stato meglio, se non realizzare un terzo volume più grande, sacrificare parte del romanzo, e magari qualche scena riempitiva per darle più importanza. La conclusione, poi, volutamente aperta (vi rimando alle interviste della Mafi in cui afferma che prima o poi potrebbe tornare a scrivere su Juliette e co.), lascia un po’ insoddisfatti per la curiosità che rimane nel lettore. Tra le tante: Cosa capita ai nostri protagonisti? Cosa succede dopo a tutti gli altri? Insomma un epilogo sarebbe stato certamente molto più soddisfacente. Mafi, se leggi, scrivi un epilogo, ora, perché non posso sopportare l’idea che una serie così bella sia finita così velocemente.

“Words, I think, are such unpredictable creatures.

No gun, no sword, no army or king will ever be more powerful than a sentence. Swords may cut and kill, but words will stab and stay, burying themselves in our bones to become corpses we carry into the future, all the time digging and failing to rip their skeletons from our flesh.”

In conclusione Ignite Me, nonostante i suoi difetti, rimane un ottimo romanzo, scritto in maniera divina, e un buon finale di una delle serie che ho più amato.

Voto:


Between supernatural powers, ‘bads’ that maybe are not really and thoughts hardly forgetable, Ignite Me brings to an end the adventures of Juliette and her co-protagonist Adam and Warner. We had left them in the previous novel during the destruction of the refuge of Omega Point and we find them soon after struggling with the consequences and deaths, but also in search of a permanent solution to defeat the Reestablishment.

In this confused scenario and not knowing the fate of many of her new friends, Juliette suddenly finds herself having to trust in Warner and begins to understand him more and more, ending a long journey that had started from the second volume of the series. Their relationship soon turns into love, giving to the fans of #TeamWarner many – and expected, let me tell you – good times. If you had appreciated very much the 62nd chapter of Unravel Me, then you will love this novel too.

“I like the way I feel about myself when I’m with him.” I say quietly. “Warner thinks I’m strong and smart and capable and he actually values my opinion. He makes me feel like his equal–like I can accomplish just as much as he can, and more. And if I do something incredible, he’s not even surprised. He expects it. He doesn’t treat me like I’m some fragile little girl who needs to be protected all the time.”

The love triangle stays initially without any real conclusion. We see the protagonist still undecided between the ‘bad’ Warner and the ‘good’ Adam, but it is soon clear which is the choice of Juliette. I can not say that I expected this ending, but I hoped very much. Since Shatter Me – and even more after Destroy Me – I have shipped this pair for the way in which, in my opinion, the two complemented each other. Sure, I was hoping to see that two together without having to ruin the characterization of one of the two contenders. [Spoiler] In short, despite being #TeamWarner, I was sorry to see Adam reduced that way: almost a caricature than a real character. Mafi satisfied me with my favorite couple, but has destroyed one of the co-protagonist, leaving me a little disappointe. [/Spoiler]

“This isn’t about Adam or Warner,” I tell him, “This is about me and what I want. This is about me finally understanding where I want to be in ten years. Because I’m going to be alive, Kenji. I will be alive in ten years, and I’m going to be happy. I’m going to be strong. And I don’t need anyone to tell me that anymore. I am enough, and I always will be.”

More generally, all the characters have followed their path. Juliette, of all people, was the one that has made the road more difficult. We saw her defenseless, then prey of her own powers, and finally here she grows, becoming master of her own destiny. It’s probably precisely her change the true promoter of the choice between the two people she loves more. As I write later, I was disappointed by the end of this last book, but it certainly can be said that there has been a conclusion, especially in the path of Juliette. Each character has its own space and we also see the timid steps taken by Warner to gain acceptance from the rebel group, as well as the irrepressible Kenji with jokes and pearls of wisdom.

The plot is compelling as ever, not at the levels of the two previous books, but we get closer a lot. The romance is once again at the center of the novel, relegating the ending full of action to a few chapters. I admit, I found it all a bit too rushed, much to wonder how it was possible to solve any problem in just over fifty pages. The final war, the decisive one, begins and ends so quickly that it would be better, if not create a third larger volume, sacrificing part of the novel, and maybe some filler scene to give it more importance. The conclusion, then, deliberately open (I refer you to the interviews of Mafi stating that eventually could go back to writing about Juliette and co.), leaves a little dissatisfied with the curiosity that leaves in the reader. Among the many: What happens to our protagonists? What happens, after all, to the others? In short, an epilogue would certainly be much more satisfying. Mafi, if you read, write an epilogue, now, because I can not bear the thought that a series so beautiful it’s over so quickly.

“Words, I think, are such unpredictable creatures.

No gun, no sword, no army or king will ever be more powerful than a sentence. Swords may cut and kill, but words will stab and stay, burying themselves in our bones to become corpses we carry into the future, all the time digging and failing to rip their skeletons from our flesh.”

In conclusion, Ignite Me, despite its faults, is still a great novel, written in a divine way, and a good ending of one of the series I loved most.

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