Cover Lovers #41: “Spinning Starlight” di R.C. Lewis

Cover Lovers, che poi per noi è un motto di vita, un “Carpe Diem” letterario si potrebbe dire. So che è brutto giudicare un libro dalla sua copertina, ma molte volte è la copertina a calamitare l’attenzione di una lettrice accanita come me (o Anncleire), rispetto alla trama che posso anche saltare a piè pari. Ho scoperto libri favolosi e anche pessimi facendomi guidare dalla loro copertina, ma sono pur sempre esperienza da fare (e poi il marketing si sa, punta a quello, attirare il lettore, mettendo della bella merce in mostra).

Ma non parleremo solo delle copertine più belle, bensì di quelle che ci hanno fregate nell’ultima settimana. Quelle per cui siamo finite iscritte a Blog Tour dalle date impossibili, o ci siamo vendute l’anima pur di averle approvate su NetGalley, o semplicemente abbiamo deciso di acquistare accatastando i relativi libri nella pila “da leggere”.
— Cit. dal post della prima settimana, che trovate qui!

La rubrica è stata ideata da me e dalla mia collega super fantastica Anncleire di Please Another Book.

Questo martedì il mondo l’ha con me, ma io vado avanti e vi posto un Cover Lovers notturno, che spero sia gradito.

Stavolta vi parlo di una uscita inglese del prossimo mese. Si tratta di una pubblicazione Disney Hyperion (per farvi capire coloro che pubblicano “These Broken Stars”) molto interessante, che è finita dritta dritta in TBR.
I tre indizi di oggi: spazio, retelling e “I cigni selvatici”.

Come al solito, mi sono fatta “fregare” dalle decorazioni. Un bel ciglio, disegnato con simboli astronomici e non, campeggia al centro di un cielo blu notte. Particolare anche il font del titolo che si integra perfettamente col resto. Bianco, blu e argento, pochissimi colori che però possono rendere una copertina subito attraente. Mi piacerebbe saper dire che capisco anche i simboli, ma l’astronomia è solo un hobby e anche se vedo qualche somiglianza non so se sono davvero simboli astronomici.
Di che parla “Spinning Starlight” di R. C. Lewis?

“La sedicenne ereditiera e cara ai paparazzi Liddi Jantzen odia i riflettori. Ma, come unica figlia della più potente famiglia tecnologica della galassia, è difficile sfuggire da tutto quello. Così, quando un gruppo di uomini si presentano a casa sua non invitati, pensa che siano parte dei media. Almeno fino a quando i colpi non vengono sparati.

Liddi fugge, solo per essere trascinata in una cospirazione interplanetaria più complessa di quanto avesse mai potuto immaginare. I suoi fratelli maggiori sono stati catturati e, intrappolati nei condotti tra i pianeti. E quando il loro rapitore impianta un dispositivo nelle corde vocali di Liddi per monitorare le sue parole, la loro vita è nelle sue mani: una parola e i suoi fratelli sono morti.

Nel disperato tentativo di salvare la sua famiglia da un futuro desolato, Liddi si sposta in un altro mondo, dove incontra una persona che potrebbe avere le competenze per aiutarla a riportare i suoi otto fratelli a casa – un bel dignitario chiamato Tiav. Ma senza la sua voce, Liddi deve utilizzare ogni pezzo della sua forza e del suo spirito per convincere Tiav che la sua missione è reale. Con l’equilibrio fragile dei pianeti profondamente intrecciato con la sopravvivenza dei suoi fratelli, Liddi quanto è disposta a sacrificare per riportarli indietro?“

Il genere sci-fi è la mia seconda casa. Sono affascinata da tutto ciò che riguarda stelle, galassie e spazio e “Spinning Starlight” non fa eccezione. E anche se l’ereditiera, che si trova invischiata in un complotto intergalattico, mi ricorda molto “These Broken Stars” (che amo!), sono molto curiosa di leggere questo retelling di “I cigni selvatici” di Andersen.

Non conoscevo la fiaba ma ho recuperato la trama: la sorella minore che salva i fratelli dall’oscuro sortilegio della matrigna. Sembra un po’ un mix di tante fiabe, ma è ugualmente molto interessante.

L’uscita è prevista per il 6 Ottobre e sembra essere uno stand-alone. Che dite: ci piace o no?

A voi la parola e mi raccomando non dimenticate di visitare il blog della mia carissima Anncleire con le copertine che l’hanno colpita di più.

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