Recensione: “La moglie del Califfo” di Renée Ahdieh

Sono molto felice di poter recensire finalmente questo romanzo perché, per chi mi segue da tempo sul blog, era uno dei libri che volevo assolutamente leggere. Ve ne avevo anche parlato in uno dei miei Cover Lovers di qualche mese fa.

Così, quando la mia cara Susi di Bookish Advisor mi ha fatto la proposta di partecipare al Blog Tour, ho subito accettato e ho portato il mio tocco ‘grafico a questo progetto.

La mia tappa vi aspetta il 10 Febbraio con un bel approfondimento culturale e mi raccomando seguite il #LaMoglieDelCaliffoBT per vincere una copia del romanzo.

Ringrazio la Newton Compton Editori per la copia in anteprima.

Titolo: La Moglie del Califfo
(in originale “The Wrath and The Dawn”)
Autore: Renée Ahdieh
Disponibile in italiano e inglese.
Genere: YA, Historical Fantasy, Romance.Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona.
Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest’angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola: finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.

 

THE WRATH AND THE DAWN SERIES

 

”“Cosa mi stai facendo, ragazza sciagurata?”, le sussurrò.

“Se sono una sciagura, allora dovresti starmi alla larga. Sempre che tu non voglia essere annientato.” Senza lasciare la presa sull’arma, gli diede una spinta sul petto.

“No”. Spostò le mani sui suoi fianchi. “Annientami.”

Arco e freccia caddero a terra, mentre lui appoggiava la bocca alla sua.

Non si poteva tornare indietro.”

Nell’incantevole Persia degli antichi Re un oscuro Califfo uccide ogni alba la sua nuova sposa. Un giorno, però, la donna che si trova di fronte riesce a scampare a quella tacita condanna a morte. Ma Shahrzad ha un obiettivo preciso: uccidere il Califfo che ha preso la vita della sua migliore amica.

Una vita per una vita, semplice, se non fosse che Khalid non è il Califfo che immagina.

Se la storia vi dovesse sembrare familiare è solo perché Renée Ahdieh si è ispirata alla raccolta di novelle orientali “Le mille e una notte”. Vi parlerò di più di questo aspetto del romanzo nella mia tappa del Blog Tour, ma di certo “La moglie del Califfo” non è un semplice retelling. Con una cura particolare per l’ambientazione persiana e una bella caratterizzazione dei personaggi, la Ahdieh porta in vita quei personaggi che nella storia originale erano una semplice cornice ai racconti.

Shahrzad in questa nuova rielaborazione diventa una giovane ragazza piena di odio e in cerca di vendetta, convinta che il Califfo sia un mostro senza cuore. Decisa nel portare avanti il suo piano, usa la sua faccia tosta e l’abilità nel parlare per sopravvivere e poterlo uccidere. Una protagonista forte che soffre però di forti contrasti nel momento in cui il Califfo si apre con lei, rivelando la sua personalità non del tutto malvagia.

Dall’altra parte c’è Khalid, Califfo non per scelta, che si ritrova a dover prendere decisioni difficilissime per fare in modo che il suo popolo sopravviva. Abile combattente, si mostra deciso e spietato, ma all’interno nasconde la sua debolezza. Per lui Shahrzad è una novità: la prima ad offrirsi volontaria, dagli occhi pieni d’odio e dall’onestà disarmante.

E, infine, c’è l’altro. Tariq, il primo amore di Shahrzad, pronto a fare qualsiasi cosa per lei nella cieca convinzione che il mostro, che le ha salvato la vita più di una alba, deve essere sconfitto. Per questo si metterà in viaggio, mettendosi in pericolo per farla uscire dal palazzo del Califfo.

Uno dei punti che forse mi hanno meno entusiasmata del libro è proprio il triangolo. Lo avevo scritto anche in qualche recensione precedente, ma ormai mi convince davvero poco, soprattutto se non ‘studiato’ con attenzione. In realtà la Ahdieh riesce ad equilibrare bene tutto, ma forse per una mia preferenza ho amato molto più la relazione tra Shazi e Khalid rispetto a quella tra lei e Tariq.

I primi, infatti, hanno una bellissima evoluzione dall’inizio alla fine del romanzo con il loro conoscersi e confrontarsi in più di una occasione. Mi hanno saputa emozionare e convincere, tanto che mi sento di dire che sono proprio del loro team (#TeamKhalid, ricordatelo!).

Come raccontavo ad Anncleire, mi è sembrato quasi di rivivere le atmosfere di “Shatter Me”, con un personaggio all’apparenza cattivo e uno che sembra perfetto per la protagonista. Non so perché nella mia mente li ho associati, ma è stato il primo triangolo letterario che mi è venuto in mente.

L’ambientazione mi è piaciuta davvero molto. Amo il deserto e la cultura araba, ma mi è sempre piaciuta anche quella persiana e indiana, che fanno un po’ da base a tutto. Tra immense distese di sabbia e palazzi sfarzosi, c’è tutto ciò che vi aspettate dall’Oriente misterioso. Ogni singola pagina è densa di quell’atmosfera lontana e magica che caratterizza quelle terre, grazie allo stile poetico e pieno di metafore di Renée Ahdieh. Una piccola ode di cui ho apprezzato moltissimo, da vera linguistica, le parole arabe e non. Ne ho imparata una nuova, joonam, di cui non vi svelo il significato (lo so, sono cattiva!). Ogni frase e riflessione, insomma, sembra una piccola poesia come nella tradizione più antica. Ho citato solo un pezzettino di ciò che ha scritto, ma avrei potuto prendere frasi ancora più intense o riflessioni lunghe sulla vita e le persone.

Comunque vi parlerò nella mia tappa molto più dell’aspetto culturale, anche per ciò che riguarda il cibo, una parte importante per questo mondo e per la sua creazione.

Sono importanti anche i racconti di Shahrzad che non conoscevo bene, ma che mi sono piaciuti tantissimo, soprattutto per come si riflettevano sulla storia e per come si influenzavano a vicenda. All’apparenza poteva sembrare difficile inserire così bene delle storie come queste all’interno di un romanzo pieno di azione, ma all’autrice è riuscito alla perfezione. Non pesa leggerli e non spezzano la narrazione, anzi mi hanno appassionata così tanto che ora devo assolutamente leggere “Le mille e una notte”.

Altra piccola pecca, almeno per quanto mi riguarda, la poca presenza del fantasy. Ecco, forse mi aspettavo qualcosa di diverso, ma in realtà si tratta più di un historical fantasy, un fantasy a fondo storico. La magia e il resto sono presenti, però, non catalizzano l’attenzione del lettore. Molto più importante è invece la storia d’amore tra i protagonisti o la trama in generale. Alla fine, non è cambiato molto, perché ho letto il libro tutto d’un fiato, tanto è ben calibrata la trama grazie ai molti colpi di scena, ma volevo segnalarlo per chi affronta la lettura senza saperlo.

Il finale, senza svelarvi troppo, è un crescendo che lascia aperti molti spiragli per il prossimo libro, che concluderà di fatto la storia, dato che si tratta di una duologia.


Un romanzo intenso, pieno di azione e romanticismo, che vi farà innamorare delle atmosfere magiche dell’antica Persia. 

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