Blog Tour: “Demelza” di Winston Graham ~ Telefilm del 1975 e del 2015 a confronto

Buon pomeriggio, Petrichors!
In questo lunedì vi parlerò di una delle serie storiche più amate, quella di Poldark, che dalla data della sua pubblicazione nel lontano 1945 ha saputo calamitare l’attenzione dei lettori inglesi fino a diventare un successo mondiale. Tutte le serie che siano degne di una tale fortuna sono state trasposte sul piccolo e grande schermo con alterne vicende. La storia della serie televisiva Poldark è ricca di aneddoti e conta ben due trasposizioni ben riuscite, oltre che una temibile “maledizione”.
Siete pronti a scoprirle?

Demelza di Winston Graham (La saga di Poldark #2)

Genere: Storico

Editore: Sonzogno

Data di pubblicazione2 Febbraio 2017

TramaCornovaglia, 1788-1790. Le nozze tra Ross, gentiluomo dal carattere forte, avverso alle convenzioni sociali, e Demelza, bella, brillante, ma figlia di un povero minatore, hanno scandalizzato l’alta società locale, che non approva il matrimonio di un nobile con una plebea. E così Demelza, pur facendo il possibile per assumere le maniere di una signora raffinata, fatica a conciliare il mondo da cui proviene con quello cui ora appartiene, e si sente umiliata dai modi altezzosi di chi la circonda. Questo non le impedisce però di stare al fianco di Ross, che si trova ad affrontare la grave crisi economica in cui versa il distretto: l’industria del rame è infatti sull’orlo del collasso a causa di banchieri senza scrupoli, come lo spietato George Warleggan. Mentre dalla Francia soffiano i venti della rivoluzione e il malcontento dei minatori, ridotti alla fame, sembra pronto a esplodere, Ross decide di sfidare i potenti nel tentativo di riportare giustizia e prosperità nella terra che ama, nonostante il rischio di perdere tutto ciò che ha costruito. Tra sfarzosi eventi mondani, passioni maledette e amori ritrovati, tempeste di feroce bellezza e naufragi che sembrano benedizioni per la povera gente, Ross e Demelza tornano con il secondo episodio della saga di Poldark, vero e proprio classico tra i romanzi storici.


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Poldark 1975: una serie di successo

Prima delle trasposizioni televisive della serie, Poldark andò in onda tra il 1975 e il 1977 destando sin da subito l’interesse degli inglesi e guadagnandosi più di quindici milioni di spettatori tanto da essere trasmesso anche in 40 stati, compresa l’Italia.

La serie con appena 29 episodi riuscì a coprire la trama dei primi sette romanzi portando la Cornovaglia di Poldark e il suo protagonista senza tempo nell’immaginario collettivo e facendo conoscere al grande pubblico i suoi attori più amati.

Robin Ellis fece fortuna con l’interpretazione di Poldark e anche Angharad Rees, la nostra cara Demelza, pur avendo avuto una brillante carriera precedente viene ricordata per il suo ruolo nella serie.

Eppure, nonostante tutto l’affetto del grande pubblico, la serie fu letteralmente odiata dallo scrittore Winston Graham. Come ricorda la figlia, l’autore dei libri fece di tutto per impedire la trasmissione degli episodi soprattutto per via del modo in cui era stata ritratta Demelza, che era ispirata in parte alla sua stessa moglie. Per attirare il grande pubblico la giovane non era rappresentata come un maschiaccio ma come una donna procace, pronta a far di tutto per conquistare Poldark. Graham, comunque, non ebbe modo di fermare la serie e solo nella seconda stagione riuscì a far subentrare alcune delle sue idee.

L’entusiasmo per la serie fu così grande che persino i pastori cambiarono gli orari delle cerimonie religiose per permettere ai credenti di seguire Poldark. E venne persino trasmessa in un teatro americano.

Nel 1996 venne trasmesso un sequel che trattava la trama dell’ottavo libro della serie. Gli iconici protagonisti della serie degli anni ‘70 non tornarono ad occupare i loro posti e vennero sostituiti da John Bowe e Mel Martin. Il Poldark del 1996 non attirò le attenzioni e il plauso degli spettatori, nonostante il talento degli attori e la presenza, più che nell’originale, della Cornovaglia e della sue bellezza.

Si perse quindi l’interesse nel trasporre la saga nuovamente, almeno fino al 2015.

 

La “maledizione” di Poldark

Personalmente non ci credo, ma c’è chi dice che ci sia una maledizione sul cast della serie originale. Maledizione che ha determinato molti addii alle scene, come quello della Elizabeth originale, Jill Townsend. Lo stesso Robin Ellis, che era diventato un sex simbol ed aveva all’apparenza una carriera fiorente davanti a sé, non riuscì mai a liberarsi del ruolo ingombrante di Poldark.

Una serie di malattie mortali colpirono negli anni successivi alcuni membri del cast più giovane. Molti morirono di cancro, compresa la stessa interprete di Demelza che perse anche un figlio in un tragico incidente.

Certo, parlare di maledizione sembra davvero eccessivo, soprattutto dato che alcuni ebbero anche fortuna come Kevin McNally, allora fratello di Demelza, poi conosciuto come il Mr. Gibbs dei Pirati dei Caraibi.

Ovviamente speriamo tutti che questa maledizione non esista!


Poldark 2015: la riscoperta di un grande classico e le numerose differenze dal 1975

 
E ora veniamo ai nostri giorni, quando appena due anni fa Poldark torna negli schermi televisivi inglesi colpendo con la sua storia senza tempo, attori incredibili e location da sogno. Sì, perché la Cornovaglia ci fa innamorare di questa serie sin dal primo fotogramma della sigla. Non più di sfondo ma protagonista anche lei di tutte le vicende con tramonti spettacolari, orizzonti infiniti e atmosfere magiche. Forse la grande differenza tra le due serie sta già in questa svolta, più vicina ai gusti attuali che danno ai luoghi dove sono svolte le vicende sempre più importanza.

I protagonisti di oggi e quelli di ieri

Colpisce, quindi, la fotografia, ma accompagnata da un cast che contiene alcuni degli attori più promettenti della scena britannica. Stavolta a fare da volto a Poldark è Aidan Turner, mentre al suo fianco c’è Eleanor Tomlinson, una Demelza che avrebbe potuto convincere di certo Winston Graham per via della sua caratterizzazione più approfondita e della voglia della BBC di render sempre più giustizia al suo personaggio.

Il gusto per il teatro che aveva caratterizzato la serie di una volta si sposta verso quello per il cinema, tanto che potremmo considerare gli episodi della nuova serie quasi dei piccoli film pieni di suspence ed estremamente attenti nei dettagli. Se prima ogni episodio veniva studiato per essere il più ‘drammatico’ possibile, ora si lascia che sia la storia a parlare.

Certo, le due storie sono sempre le stesse, e anche abbastanza fedeli ai libri, ma entrambe sembrano raccontare due mondi diversi.

Poldark e Demelza nel 1975

A differenza del 1975, la versione del 2015 è molto meno dark. C’è meno ambiguità morale, le scene sono anche più rispettose dei personaggi. La stessa Demelza che nella prima serie era considerata una semplice e sciocca bambina che Poldark doveva ammaestrare qui diventa presto una donna in grado di convincere l’uomo a cambiare per lei. Nell’adattamento attuale l’atteggiamento per quanto riguarda la sfera fisica è più rispettoso.

Robin Ellis, primo Poldark televisivo, a riguardo ha detto che nel 1975 c’erano più dubbi su come dovesse essere rappresentata la storia d’amore con Demelza, ma che invece nel 2015 le cose erano cambiate e avevano tenuto più conto della loro storia d’amore come accade nei libri. Insomma anche noi preferiamo vedere Poldark più innamorato e rispettoso nei confronti di sua moglie!

C’è una piccola curiosità che riguarda le due serie tv e una sorta di passaggio di testimone da una all’altra. Robin Ellis appare in un cameo nel nuovo sceneggiato televisivo nel ruolo del Reverendo Halse in alcune delle scene che nel 1975 lo vedevano invece come Poldark. Due Poldark nella stessa scena. Strano, no?

E ora non resta che entrare anche voi nel mondo di Poldark. La saga vi aspetta per raccontarvi della Cornovaglia di fine 1700, della famiglia Poldark e, in particolare, dell’incredibile Demelza.

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