Recensione: “Long May She Reign” di Rhiannon Thomas

Buona domenica, Petrichors!
Oggi, nella giornata del libro, mi sembrava perfetto parlarvi di uno dei romanzi che ho letto durante il mio viaggio in Inghilterra. Avevo voglia di qualcosa di auto-conclusivo e magari di uno dei miei generi più amati, così ecco che la mia scelta è caduta su “Long May She Reign” di Rhiannon Thomas. Il romanzo è disponibile solo in lingua inglese, ma chissà che non convinca qualche casa editrice italiana.

 

Titolo: Long May She Reign
Autore: Rhiannon Thomas
Lingua: Inglese
Genere: YA, Fantasy
English Level: Intermediate
Note aggiuntive: Standalone
Goodreads – Amazon – Book Depository

The Girl of Fire and Thorns meets The Queen of the Tearling in this thrilling fantasy standalone about one girl’s unexpected rise to power.

Freya was never meant be queen. Twenty third in line to the throne, she never dreamed of a life in the palace, and would much rather research in her laboratory than participate in the intrigues of court. However, when an extravagant banquet turns deadly and the king and those closest to him are poisoned, Freya suddenly finds herself on the throne.

Freya may have escaped the massacre, but she is far from safe. The nobles don’t respect her, her councillors want to control her, and with the mystery of who killed the king still unsolved, Freya knows that a single mistake could cost her the kingdom – and her life.

Freya is determined to survive, and that means uncovering the murderers herself. Until then, she can’t trust anyone. Not her advisors. Not the king’s dashing and enigmatic illegitimate son. Not even her own father, who always wanted the best for her, but also wanted more power for himself.

As Freya’s enemies close in and her loyalties are tested, she must decide if she is ready to rule and, if so, how far she is willing to go to keep the crown.


IN ITALIANO

The Girl of Fire and Thorns incontra The Queen of the Tearling in questo elettrizzante fantasy standalone sull’arrivo inaspettato al potere di una ragazza.
Freya non era destinata a diventare una regina. Ventitreesima in linea di successione al trono, non ha mai sognato la vita di palazzo, e avrebbe sempre preferito fare ricerca nel suo laboratorio piuttosto che partecipare agli intrighi di corte. Comunque, quando un banchetto stravagante si rivela mortale e il re e coloro più vicini a lui vengono avvelenati, Freya si ritrova improvvisamente sul trono.
 Freya è forse scappata al massacro, ma è ben lontana dall’essere completamente salva. I nobili non la rispettano, i suoi consiglieri la vogliono comandare, e con il mistero dell’uomo che ha ucciso il re ancora non risolto, Freya sa che anche un piccolo errore le può costare il regno – e la sua vita.
 
Freya è determinata a sopravvivere, a e questo significa scoprire gli assassini da sola. Fino ad allora, non può fidarsi di nessuno. Non dei suoi consiglieri. Non del figlio illegittimo enigmatico e impetuoso del re. E neanche del suo stesso padre, che ha sempre voluto il meglio per lei, ma anche molto più potere per sé. 
 
Nel momento in cui i nemici di Freya e la fedeltà è testata, dovrà decidere se è pronta per regnare e, se si, cosa è disposta a fare per maniere la corona.
 
 
 
 

I couldn’t be queen. I couldn’t. So many people would have to die for me to inherit the throne, and they couldn’t be gone.

Long May She Reign di Rhiannon Thomas 
 

TRAMA & PERSONAGGI

Ventitreesima in linea di successione e con pochissime possibilità di arrivare al potere, Freya è una giovane nobile con una passione fuori dall’ordinario, la scienza. La sua curiosità nei confronti del mondo che la circonda e i suoi esperimenti la allontanano dalla corte e la rendono strana agli occhi dei cortigiani. Ma a lei poco importa, dato che il suo sogno è di andare via da quel mondo lussuoso ed esagerato, che sembra solo fatto per voler stupire. Il suo sogno è essere una scienziata.

Fonte

Così la sua migliore amica Naomi non si sorprende che, durante il banchetto per il compleanno del Re, Freya voglia andar via per tentare un esperimento nel suo laboratorio. Giusto qualche ora, promette Freya, mentre tutti gli altri mangiano le ricche portate del Re, e poi sarebbero tornate alla festa. Passano, però, le ore e le due ragazze sono ancora chiuse nel laboratorio quando arriva loro la notizia: sono tutti morti e Freya è la nuova regina. Da quel momento, la giovane scienziata, con la testa tra le nuvole e una terribile fobia per i discorsi in pubblico, deve fare di tutto per salvare il regno, i suoi cari e se stessa dagli assassini che hanno sterminato la nobiltà.
Ma chi ha davvero ucciso tutti quanti?
Freya non lo sa e sembrano non saperlo neanche i suoi consiglieri. La sua unica possibilità di salvezza è mettersi alla ricerca dei colpevoli e mettere tutti in discussione, incluso il suo stesso padre.
La nuova regina dovrà fare di tutto anche per convincere i cortigiani della sua legittimità e della forza del suo regno. Con il figlio bastardo del defunto Re, Fitzroy, ancora vivo e una rivale temibile come Madeleine Wolff, seconda in linea di successione dopo di lei, Freya dovrà capire presto come essere la regina perfetta o morire nel tentativo.

Photo edit realizzato da me.

Avevo adocchiato questo romanzo già mesi fa, ancor prima dell’uscita, perché ero curiosa dalle premesse della trama e anche dal fatto che fosse uno standalone fantasy, ossia un romanzo da un unico volume. Non sapevo bene cosa aspettarmi da un romanzo con una regina involontaria e la scienza a corte. Era un mix così strano che l’ho trovato davvero geniale sin dalla lettura della trama. Il risultato è un romanzo bello, pieno di intrighi di corte e scienza, con anche bei personaggi. Forse le uniche note negative riguardano il world building e qualche altro piccolo dettaglio, ma nel complesso mi è piaciuto e mi ha intrattenuto davvero bene nei lunghi viaggi in aereo e treno che ho fatto. Rhiannon Thomas mi ha convinta abbastanza da continuare a leggere i suoi romanzi, ma soprattutto mi ha convinta a consigliarvi questo fantasy fuori dal comune.

Se dovessi nominare il mio personaggio preferito sceglierei Freya. Mi è piaciuta sin da subito con il suo modo di osservare il mondo completamente fuori controllo della corte e il suo voler di più dalla sua posizione. Davanti a tutte le stravaganze della corte, lei appare fuori posto, un’osservatrice imbarazzata che non sa mai bene che fare. La parte più divertente del suo diventare regina è questa. Probabilmente è l’unica che non vuole quel ruolo così ingombrante e, al tempo stesso, è anche la migliore a poterlo svolgere. La vediamo affrontare le sue paure, le crisi di panico ed è facile simpatizzare con lei nel suo percorso. Ho amato anche molto il suo essere una donna forte, brillante, ma con quella giusta dose di incertezza che l’ha resa vera. Forse sotto questo aspetto assomiglia un po’ a Kelsea di The Queen of The Tearling, rimanendo però sempre un po’ più insicura e incerta perché giovane e non educata ad un ruolo così importante. La sua intera evoluzione caratteriale la porterà, tuttavia, ad affinare tutti quei lati del carattere e a farne una regina forte.
Naomi è l’altro lato della medaglia di Freya: l’amica bella, perfetta, adatta alla corte. Mi è piaciuto come fossero diverse e così amiche. Apparentemente nascondono due anime diverse, interessi all’opposto, ma sono unite nella loro amicizia. Naomi è la parte irragionevole, quella dedicata ai sentimenti e un filo letteraria, grazie alla sua passione per i romanzi. Il suo ruolo è quasi di "spalla” a Freya, una consigliera utile e fidata, che è sempre presente nel momento del bisogno.
A differenza di altri libri devo dire che mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi secondari, in particolare di Naomi, Fitzroy e Madeleine. Nonostante sia infatti un romanzo scritto in prima persona, grazie alle indagini e alle sue conoscenze, Freya ci lascia trasparire molto di loro. Mi sono appassionata a loro tre, specialmente a Fitzroy, e mi sono piaciuti anche tanto ciascuno con le sue logiche e motivazioni. Sicuramente questo è un punto a favore del romanzo.
Come avrete intuito, c’è anche spazio per qualche tocco di romance, ma ho apprezzato anche che non fosse così presente. D’altronde è anche uno degli aspetti che Freya ancora deve conoscere, dato che si è sempre e solo interessata al mondo scientifico e sta sempre con la testa tra le nuvole.
Per quanto riguarda i cattivi, il tocco mistery del romanzo non mi permette di parlarvi così direttamente di chi è cattivo e chi no. Lo scoprirete insieme a Freya, ma mi è piaciuto molto il fatto che ognuno avesse delle motivazioni. Per certi versi il libro è anche un giallo, dove la nostra protagonista è l’investigatrice che deve scoprire il colpevole. Quindi non aggiungerò niente di più se non un ben fatto all’autrice e magari vi aggiungerò qualche dettaglio nella parte dedicata al finale più giù. 
 

WORLD BUILDING

Ed arriviamo alla nota non del tutto dolente del romanzo.
Solitamente quando valuto il world building di un fantasy sono più attenta che con altri generi. L’ho spiegato molte volte cosa cerco ma in generale voglio dettagli, un milione di dettagli su quei mondi che visito anche solo con la fantasia e una manciata di pagine di un libro. Molto spesso ci vado anche leggera perché in una serie i dettagli non sempre vengono dati tutti in una volta ma conosciamo mano a mano le ambientazioni e la cultura di un determinato luogo. Così con Long May She Reign mi sono trovata un attimo in difficoltà per due motivi abbastanza importanti: il fatto che sia uno standalone e il fatto che il world building c’è ma non troppo.
La fortezza di Freya
Quando si scrive una storia che si termina in un solo racconto/volume è quasi normale non poter dire tutto ciò che si vuole su quel mondo. Ho letto racconti in abbondanza per sapere che si lascia anche spesso alle interpretazioni o materialmente non si può rispondere a tutte le domande. La Thomas, dal canto suo, inserisce una gran quantità di dettagli della vita di Freya e anche molti altri su intrighi politici e possibili responsabili. Essendo guidati dalla voce della protagonista, la sua conoscenza a volte è limitata o parziale e quindi molte cose rimangono fuori, anche giustamente. Quindi come valutarlo?
Alla fine ho deciso, abbastanza senza sforzo, di soffermarmi su ciò che in effetti mancava. Nella mia mente con il perfetto world building e due/tre dettagli diversi questo libro sarebbe stato ancora più un piccolo gioiello.
Il mondo di Freya, infatti, non è ben delineato. Ha l’aspetto di un mondo rinascimentale ma al tempo stesso la giovane ha conoscenze ben avanzate nella scienza. Per questo si tratta di un light fantasy, ossia un fantasy senza magia ma ambientato in un mondo che non è il nostro. L’autrice ci fornisce molti dettagli su alcuni aspetti della vita di palazzo o della storia del regno ma in altri casi, soprattutto all’infuori dei luoghi in cui abita Freya, ci lascia liberi di immaginare cosa ci sia. Sono dettagli a volte inutili ma mi sono ritrovata spesso a chiedermi su cosa effettivamente regnava e quanto fosse grande il regno, cosa ci fosse al di là del mare dove vuole andare a vivere e fare la scienziata e così via. Troppe domande che forse, anche solo con brevi accenni, potevano trovare risposta.
Mi è piaciuto molto l’aspetto femminista del romanzo. Freya non è una regina stupida, una marionetta nelle mani degli altri, ma vuole imparare e conoscere in prima persona. Anche la sua stessa passione, considerata dai più strana, viene supportata dal padre e dai suoi amici senza distinzione con le altre donne della corte. Rhiannon Thomas dimostra con abili scelte che una regina non deve essere solo in grado di regnare, ma può anche essere parte di qualcos’altro. E non solo, molto spesso Freya agisce da sola, risolve i problemi senza aiuto, dimostrandosi di più della classica damigella in pericolo.
Devo dire che anche le altre protagoniste hanno una spiccata forza simile: Naomi quando miscela sostanze pericolose nel laboratorio o Madeleine mentre mostra che si può essere belle ma anche socialmente impegnate. Nel mondo di Freya le donne sono qualcosa di più e gli uomini sembrano non aver niente da ridire a riguardo. Mi sarebbe persino piaciuto scoprire come era possibile tutto questo, ma è una di quelle domande senza risposta del World Building.

IL FINALE

Il finale, essendo uno standalone, è ovviamente chiuso, anche se le possibilità di un sequel sono aperte. Mi piacerebbe leggere ancora di più su Freya? Decisamente sì, ma non posso ritenermi insoddisfatta di ciò che ho già letto. Forse in un sequel ci sarebbe spazio per tanti dettagli, anche forse più spazio per la romance e le difficoltà del regno, però, non sento la necessità di leggerlo a tutti i costi. Il finale è un po’ come la chiusura di un cerchio, finisce quell’arco narrativo e si va avanti.
L’unico neo è che alcuni risvolti della trama  – su cui ovviamente non posso approfondire – potevano essere chiusi con quest’arco narrativo, invece, forse per una volta di lasciare strada a qualche possibile sequel è rimasto qualche aspetto aperto. Insomma, si chiude una storia ma se ne apre una nuova.
Chissà, anche se non credo che l’autrice abbia prospettato un sequel.


RIEPILOGANDO…
PRO
CONTRO
  • standalone;
  • Freya e tutti i protagonisti;
  • il mondo descritto dall’autrice;
  • la romance non troppo pressante;
  • il lato mistery/giallo.
  • alcuni dettagli della trama;
  • a volte poca azione;
  • le parti del World Building che mancano.
Ci sono due dettagli su cui non mi sono soffermata prima, lo stile dell’autrice e l’azione all’interno della trama. Il primo mi è piaciuto, rendeva il romanzo molto scorrevole e facilmente leggibile anche se ero in viaggio e dovevo interrompermi spesso. Il secondo decisamente meno. C’era azione, ma l’autrice dava molta più importanza alle parole. A volte il ritmo calava un po’ soprattutto nelle scene di azione, mentre in dialoghi e battute era sempre più incalzante. Anche sul finale con una battaglia alle porte c’è sempre più dialogo e meno azione. Si tratta di un difetto ‘minore’ perché poi alla fine il libro mi è piaciuto ma toglie qualcosa al suo potenziale.

La giovane Freya non ha scelto di essere regina, ma lo è diventata suo malgrado. Ora con le sue conoscenze scientifiche e pochi consiglieri al suo fianco dovrà trovare il modo di salvare se stessa e il regno dalla distruzione. 


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