Recensione: “Quindici Minuti” di Jill Cooper

Buon venerdì, Petrichors!
Torniamo per un attimo indietro nel tempo per parlare del libro di oggi. Lunedì vi avevo presentato Plugged di Jill Cooper, secondo volume della serie The Rewind Agency che arriva in italiano grazie alla Dunwich Edizioni, mentre oggi vi presento il primo romanzo, Quindici Minuti. Fa un po’ ridere presentarlo dopo ma, insomma, parliamo di viaggi nel tempo, quindi direi che tutto fila alla perfezione, no?!

Titolo: Quindici Minuti
(The Rewind Agency #1)
Autore: Jill Cooper
Traduttore: Marco Garofalo
Casa Editrice: Dunwich Edizioni
Lingua: Italiano – Inglese
Genere: YA Sci-fi Time Travel
Goodreads – Amazon

Il futuro può essere un luogo pericoloso se hai cambiato il passato…

Quindici minuti. È tutto ciò che la Rewind concede a una persona quando viaggia nel passato, ma per Lara Crane è abbastanza per trovare sua madre e impedirne l’assassinio nel corso di una rapina avvenuta dieci anni prima. Ma la storia che le è stata raccontata per tutta la vita è una menzogna. Quando Lara viene colpita dal proiettile che avrebbe dovuto uccidere sua madre, il suo futuro cambia per sempre: nuova casa, nuovi amici e nuovo ragazzo. E ora suo padre è in prigione. In una linea temporale che non riesce a comprendere, Lara sta per commettere un errore fatale e dovrà confrontarsi con un avversario che conosce molto bene… perché fa parte della sua famiglia.” 

 

THE REWIND AGENCY SERIES

  1. Quindici minuti, in inglese “15 Minutes”
    1.5 Rewind, novella di mezzo che racconta il mondo che Lara ha lasciato indietro.
  2. Plugged, secondo libro della serie.
    2.5 Unraveled, novella di mezzo che racconta del padre di Lara.
  3. Detached, terzo libro della serie non ancora pubblicato in italiano.

 

 

Gli occhi di Rick si addolciscono. «Sai che le cose cambie­ranno, se avrai successo.»
«Certo che lo so. Riavrò la mia mamma.»
«Non mi riferivo a quello.» Rick distoglie lo sguardo, il do­lore di nuovo dipinto sul viso. «La tua vita cambierà. La nostra vita.»
«Cosa stai cercando di dire?»
«E se non ci conoscessimo più? E se ci perdessimo?»
L’idea mi fa accelerare i battiti. Gli tolgo i capelli dalla fron­te. «Non succederà. Niente potrà cambiare i miei sentimenti per te.»
[…] «Non voglio perdere il nostro futuro, Lara. Vuoi davvero ri­schiare tut­to per questo?»
Invece di rispondergli, appoggio la testa sulla sua spalla. Lui mi abbraccia e io mi sento al sicuro.
Nonostante tutto, la risposta è sì.

Quindici minuti di Jill Cooper

TRAMA & PERSONAGGI

Nel mondo di Lara Crane l’agenzia Rewind vende alle persone la possibilità di tornare indietro nel tempo di soli quindici minuti per rivivere bei momenti passati insieme a persone che magari non ci sono più. Ed è questo che succede alla giovane rimasta orfana di madre anni prima. Quando, però, capisce che è in grado di cambiare il corso degli eventi decide che quei quindici minuti le basteranno per salvare la vita alla donna e finalmente avere la possibilità di crescere con lei. La sua corsa contro il tempo le permette di realizzare i suoi desideri, ma il costo è altissimo e presto Lara potrebbe pentirsi della sua scelta.

Quindici minuti era nella mia TBR già da tanto tanto tempo. Sapete, ai time travel raramente dico di no, così con l’opportunità di partecipare al blog tour di Plugged ho letto anche il primo della serie. Leggerli insieme, come dicevo nella recensione di Plugged, ha messo più in evidenza i difetti e i pregi di entrambi i romanzi. In particolare Quindici Minuti ha qualche difetto in più rispetto al suo sequel, ma getta le basi per uno dei migliori “secondi libri” di una serie che ho mai letto. E se siete appassionati di viaggi nel tempo non potete proprio lasciarvi sfuggire questa serie di Jill Cooper. 

Come dicevo nell’altra recensione mi sono affezionata a Lara sin da subito. La nostra protagonista e narratrice, un bel po’ incosciente ma con un grande progetto nella mente, mi ha catturata, vuoi anche per il suo desiderio così forte. Mi ha fatto tenerezza il suo voler tornare indietro nel tempo per salvare la madre, che in fondo non ha mai conosciuto, ma anche per tutto ciò che accade dopo. Probabilmente è solo l’influenza di questo periodo in cui ho perso due persone a me care, eppure ho stretto questa sorta di empatia con la protagonista che è continuata, e si è rafforzata, via via che andavo avanti con il romanzo. Non credete, a volte stentavo anche a sopportarla. La stessa premessa del libro, infatti, è basata su una scelta avventata che lei stessa prende seguendo un desiderio egoistico di cui si pentirà molto presto. Quindici minuti è il romanzo della crescita di Lara, da giovane ragazzina ad adulta sempre più consapevole delle sue azioni. Il suo è un percorso molto particolare e tra realtà alternative e terribili scoperte si porta a compimento già a partire da questo primo romanzo.
Una delle parti che mi è meno piaciuta del libro è la presenza di tanto romance, per la precisione del temuto triangolo amoroso oltre che della classica situazione della protagonista che non sa scegliere con chi stare. Capisco che sia anche colpa delle linee temporali alternative ma è un triangolo piuttosto debole e persino i due contendenti non hanno brillato. Salvo giusto Donovan perché ho provato un filo di simpatia per lui, però sarebbe stato meglio impiegare più tempo a caratterizzarli come personaggi a tutto tondo. Alla fine rimane un po’ d’amaro in bocca perché sono molto mono-dimensionali.
La madre di Lara, altro centro del romanzo, è una continua scoperta e di certo una grossa delusione, non solo per la figlia ma anche per noi. Per essere un’arguta scienziata molte cose logiche le sfuggono e arrivati ad un certo punto è quasi più colpevole lei di tutti i cattivi in circolazione. Alla fine d’altronde è anche colpa sua se alcuni avvenimenti hanno avuto luogo o se certe cose sono andate nel modo in cui sono andate.
Molto più che nel secondo, in Quindici Minuti si vedono alcuni problemi nella trama e nella caratterizzazione dei personaggi. È quasi un peccato perché con le giuste attenzioni poteva essere un romanzo molto più appassionante e coinvolgente. 

WORLD BUILDING

Il mondo di Lara è così simile al nostro da sembrare quasi strano che possa esistere una agenzia di viaggi nel tempo. È un po’ il problema della serie: come è possibile che si possa tornare indietro nel tempo ma la tecnologia è così simile alla nostra e sembra quasi poco evoluta?

A parte questo dubbio amletico mi è piaciuto molto il modo di rappresentare i viaggi nel tempo, pieni di incognite e di eventi inaspettati, oltre che di malesseri incurabili. Se cambi il tempo è giusto che tu abbia una ripercussione in prima persona. Così Lara ha mal di testa e si fonde letteralmente con la se stessa che ha trovato in quella linea temporale, mischiando ricordi e sentimenti. Probabilmente manca di grandi spiegazioni scientifiche ma mi piace molto questo aspetto. D’altronde non sempre voglio trovare nei libri illustrazioni chiare e precise di come le cose avvengano. Magari me lo aspetto più da romanzi che hanno per protagonisti personaggi in grado di capire le nozioni che vengono spiegate. In questo caso Lara rimane la classica ragazza in balia della situazione, senza sapere bene il motivo per cui è in grado di fare ciò che fa.

IL FINALE

Lo ammetto questo libro si prende un mezzo punto in più per via del finale. Ho amato quel finale. Non posso spiegarvelo, lo faccio sicuramente nella recensione del sequel ma mi ha convinta a continuare perché ero curiosa di sapere come sarebbe continuata la serie. Mai cliffhanger fu più amato, nonostante alla fine è perché avevo già il secondo libro a disposizione. Comunque una scelta in grado di rimettere tutto in discussione e dare le basi per un sequel molto convincente e interessante. Vi consiglio davvero di continuare la lettura se questo libro vi è piaciuto.


RIEPILOGANDO…

PRO
CONTRO
  • protagonista abbastanza convincente
  • viaggi nel tempo ben strutturati
  • finale con cliffhanger al cardiopalma
  • personaggi non sempre convincenti
  • stile semplice e scorrevole ma a volte troppo esplicativo

Lo stile dell’autrice mi ha convinto fino ad un certo punto: è scorrevole e semplice, ma a volte troppo esplicativo. Molto spesso faceva dire ai personaggi cose che potevamo capire anche dalle azioni o dalle descrizioni. Credo il problema stia in quella che è la regola “Show, don’t tell” (Mostra, non raccontare), che è una regola non semplice per gli autori. Alla fine è anche un mio gusto personale.

Solo quindici minuti servono a Lara per tornare indietro nel tempo e cambiare tutto ciò che ha sempre conosciuto. Ma potranno i viaggi nel tempo salvare lei e la sua famiglia dall’agenzia Rewind?

Rating:

Comments

comments

Comments

comments

Leave a Reply